Il Consiglio comunale di Spotorno ha approvato, nella seduta del 26 ottobre, un ordine del giorno a sostegno dell’ospedale San Paolo di Savona e della sanità pubblica territoriale. Il documento impegna il sindaco e la giunta ad attivarsi presso Regione Liguria e le autorità sanitarie per salvaguardare i servizi, ripristinare i posti letto chiusi e garantire il coinvolgimento dei Comuni nelle scelte di riorganizzazione.
L’approvazione si inserisce nel percorso condiviso da numerosi Comuni del Savonese a difesa dell’ospedale, già sostenuto dal Consiglio comunale di Savona e dai sindaci del comprensorio. Una mobilitazione che attraversa territori e sensibilità politiche diverse e chiede garanzie concrete sul futuro dei servizi.
Il testo approvato a Spotorno è stato aggiornato rispetto alla proposta iniziale per recepire gli sviluppi intervenuti: prende atto positivamente del mantenimento a Savona dei tre primariati di radioterapia, malattie infettive e anatomia patologica, dopo le mobilitazioni del territorio, dei comitati e dell’Ordine dei medici. Restano tuttavia aperte importanti criticità sulle quali il Consiglio chiede risposte.
«Il mantenimento dei tre primariati è un risultato positivo, che riconosciamo — dichiara il sindaco Mattia Fiorini —. Ma il nostro impegno deve proseguire: servono personale, posti letto e condizioni organizzative che permettano ai reparti di lavorare pienamente e ai cittadini di ricevere cure tempestive e appropriate».
L’ordine del giorno richiama la riduzione di venti posti letto nella chirurgia della mano e chiede di affrontare le criticità nell’assistenza vascolare, pneumologica, angiografica, endoscopica e nel trattamento dell’ictus. Esprime inoltre preoccupazione per la riorganizzazione del laboratorio analisi, del centro trasfusionale e della centrale operativa del 118, chiedendo che ogni scelta sia valutata rispetto alle effettive esigenze del territorio.
«Dietro le riorganizzazioni ci sono persone che aspettano una diagnosi e una cura — osserva Fiorini —. Nella rilevazione ufficiale del 25 ottobre, riferita all’intero Ponente ligure, comprendente Asl1 e Asl2, la prima disponibilità per una visita gastroenterologica con priorità breve risulta a 35 giorni, a fronte dei dieci previsti; per un ecocolordoppler dei tronchi sovraortici in classe differibile a 168 giorni, contro sessanta. La qualità della sanità si misura anche nei giorni che un cittadino deve aspettare per essere curato».
«È su questi risultati che chiediamo di misurare le scelte della Regione — prosegue il sindaco —. Quanto aspetta il cittadino? Quanto deve spostarsi? E quale risposta riceve chi non può permettersi di pagare una prestazione privata? La carenza di personale va affrontata con programmazione e investimenti, garantendo un confronto preventivo, trasparente e continuativo con i Comuni».
Il Consiglio sottolinea anche il rischio che riduzioni presentate come temporanee si trasformino in perdite durature di servizi.
«Il precedente del punto nascite del Santa Corona impone attenzione — aggiunge Fiorini —. Fu sospeso nel novembre 2020 per l’emergenza Covid, con l’assicurazione della temporaneità della chiusura. Nell’ottobre 2022 la giunta regionale indicava la riapertura entro la fine di quell’anno; successivamente l’Asl prospettò la fine del 2025. Ancora nel luglio 2026 il territorio chiedeva la restituzione di quel servizio. È anche per questo che sul San Paolo chiediamo impegni verificabili: personale, risorse e scadenze precise. Dopo anni di annunci, la fiducia dei cittadini si ricostruisce con i servizi effettivamente garantiti».
Per Spotorno, la difesa della chirurgia della mano ha anche un significato profondamente legato alla propria storia. Il dottor Piero Bertolotti, già sindaco del paese, direttore del Centro regionale di chirurgia della mano del San Paolo e presidente della Società Italiana di Chirurgia della Mano, è stato uno dei protagonisti della scuola savonese che ha saputo unire cura, ricerca e formazione.
«In Consiglio ho voluto ricordare il dottor Piero Bertolotti, una figura alla quale Spotorno deve molto, come medico, come sindaco e come uomo profondamente legato alla sua comunità — sottolinea Fiorini —. Insieme a Renzo Mantero e alle équipe del reparto, ha contribuito a costruire un’eccellenza capace di curare pazienti provenienti da molti territori e di far conoscere la chirurgia della mano savonese ben oltre i confini della nostra provincia. Dietro quel reparto ci sono vite dedicate alla medicina, competenze trasmesse fra generazioni e persone che hanno ritrovato autonomia e qualità della vita. Anche per rispetto di questa eredità, abbiamo il dovere di dare un futuro a ciò che è stato costruito, garantendo a chi vi lavora oggi le condizioni per continuare a curare e innovare».
L’ordine del giorno è stato approvato con il voto favorevole di tutti i consiglieri presenti, con la sola astensione della consigliera Ciccarelli.
«Dispiace che su un tema come la tutela della salute non si sia raggiunta l’unanimità — conclude Fiorini —. Il documento riconosce i risultati positivi, a partire dal mantenimento dei tre primariati, e chiede risposte sulle criticità ancora aperte. Se a rendere difficile il sostegno è la critica alle scelte della Regione, allora la domanda è inevitabile: viene prima la difesa di una parte politica o il diritto dei cittadini a essere curati? Per noi la risposta è chiara: la salute viene prima delle appartenenze».














