Non accenna a placarsi la polemica a Pietra Ligure attorno al tema dell'inquinamento da PFAS nell'acqua di rete, che ha portato all'ordinanza di divieto di utilizzo a fini alimentari firmata dal sindaco Luigi De Vincenzi. Mario Carrara, capogruppo della "Lista Indipendente per Pietra", analizza la situazione ed elenca i nodi ancora irrisolti della vicenda.
Al centro delle critiche dell'esponente di opposizione c'è innanzitutto il ritardo nella pubblicazione dei dati: "Abbiamo aspettato fino all'ultimo le risultanze delle nuove analisi delle acque di Pietra Ligure, preannunciate per il 27 Ottobre, ma, finora, 29 Ottobre, ancora “non pervenute”". Sotto la lente d'ingrandimento finisce anche la gestione territoriale dei divieti, con particolare riferimento alla frazione di Ranzi e ad altre zone alte. Secondo Carrara, "i cittadini di Ranzi, come pure di altri quartieri pietresi come il monte Grosso "alto", potrebbero averne anche molti di più per essere, pure, "arrabbiati"", poiché sarebbero stati ricompresi nell'ordinanza di divieto quando invece "l'acqua sgorgante dai loro rubinetti pare non fosse inquinata dai PFAS, ma fosse, invece, potabile".
Il consigliere di opposizione evidenzia come la sorgente dell'Isorella "potrebbe rappresentare un'alternativa valida all'acqua dei pozzi artesiani per la città di Pietra Ligure: non per tutta la città, ma per parte della stessa senz’altro sì", considerando che attualmente viene sfruttata solo al "40/50% delle sue potenzialità" e che tale percentuale potrebbe essere "aumentata in modo considerevole".
Forti perplessità vengono espresse anche riguardo alle tempistiche di installazione dei filtri. Carrara evidenzia che chi sostiene di risolverla "subito" lo fa "al solo scopo di prendere tempo per prevenire e placare le giuste ire della gente", ricordando che il termine inizialmente previsto "prima delle prossime festività" è stato prima spostato alla "fine di Gennaio" e ora fatto slittare al punto che "è più realistico aspettare la Primavera", con i filtri ""rimandati" da Natale a Pasqua!". Sul fronte economico, il capogruppo sottolinea che "il costo per ciascuno è intorno ai tre/quattrocentomila euro" o addirittura "sui 500.000 euro", e definisce "incredibile e, di più, inaccettabile" il fatto che tali oneri finanziari vengano "alla fine, scaricati sulle bollette dei poveri cittadini utenti". A tal proposito, ricorda che le tariffe nel 2021 "furono già aumentate di ben il 53% per fare il collettamento tra la Val Maremola ed il depuratore di Borghetto che, invece, non venne fatto".
Carrara rimarca la necessità di individuare le cause e le responsabilità dell'inquinamento, sottolineando che "se non se ne trova l'origine, la contaminazione andrà avanti in eterno" con Pietra Ligure che "rimarrà vincolata e dipendente dai filtri: per sempre". Il consigliere lamenta inoltre che "nessuna delle Istituzioni comunali coinvolte abbia sentito la necessità di presentare un esposto alla Procura della Repubblica" e contesta la mancata esecuzione tempestiva delle analisi dopo l'entrata in vigore delle nuove norme sui PFAS il primo gennaio 2026, domandandosi: "Chi ha la responsabilità di averci fatto bere per tutti questi mesi, e senz'altro da quando i nuovi limiti di legge sono entrati pienamente in vigore, un'acqua che non si doveva più usare per fini alimentari?".
Il gruppo di minoranza presenterà un'istanza formale per la convocazione di un Consiglio comunale straordinario. Nel corso dell'assise, l'opposizione chiederà di porre in votazione quattro impegni precisi: "L'impegno che i maggiori costi da affrontare per la depurazione dell'acqua con i filtri non siano scaricati sui cittadini con l’aumento delle bollette: "Abbiamo già dato!""; "Che per tutto il tempo in cui i cittadini non avranno avuto l'acqua potabile disponibile nelle loro abitazioni, le relative bollette vengano annullate o drasticamente ridotte"; "Che il Comune si impegni a farsi parte diligente per l'effettuazione di uno screening di massa sulla salute dei cittadini che, per anni, sono stati esposti inconsapevolmente all'assorbimento ed all'accumulo di PFAS nel corpo umano"; "Che il Comune di Pietra Ligure presenti un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica, con il quale si richieda la ricerca delle cause che hanno provocato l'inquinamento da PFAS alle falde acquifere".














