"Credo che sia il momento giusto per ricordarlo. Pertini diceva sempre una bella frase di Piero Calamandrei che 'la libertà è come l'aria ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare'. Tante cose ritornano, la storia ci insegna a non ripetere gli errori del passato".
Così il giornalista e scrittore Luigi Garlando ha risposto agli studenti delle scuole superiori del savonese nella Sala della Sibilla alla domanda sulle motivazioni del perché ha scritto un libro sul Presidente più amato dagli italiani. "Sandro Pertini, storia di libertà" racconta la storia della figura di riferimento per il nostro paese. Il partigiano diventato Presidente della Repubblica che ha sempre lottato contro le ingiustizie. E che avrebbe condannato con fermezza l'assalto al Liceo Leonardo di Genova da parte di un gruppo di neo fascisti. Fascisti che ha sempre combattuto con fermezza.
"Ha avuto una vita avventurosa, combattuta sempre davanti" ha detto in apertura della presentazione del suo libro proprio in quella Fortezza del Priamar dove nel 1925 Pertini dopo l'uccisione un anno prima da parte dei fascisti di Giacomo Matteotti per ricordarlo posizionò in una scatola di cartone una corona di fiori che tutti i lavoratori della fabbrica presente proprio di fronte avrebbero visto entrando a lavorare. I fascisti poi avevano saputo che l'aveva posizionata lui e fu massacrato di botte.
"Pertini è un quadro da portarsi dietro, può essere come una stella cometa - ha proseguito il giornalista de La Gazzetta dello Sportche martedì aveva presentato il libro della Sala Rossa del Comune - Perché la sua è stata una vita avventurosa e affascinante. Lui è nato a Stella ma poteva vivere a Mompracem. Ha avuto una vita spesa per la libertà e la giustizia sociale. Pertini amava i giovani, nei suoi 7 anni da Presidente al Quirinale ha ospitato 4mila studenti".
Tra gli studenti c'è chi gli ha chiesto dove ha reperito le informazioni sul savonese Pertini.
"Tante cose le ho trovate nei libri di Giuseppe Milazzo. Poi ci sono tanti libri su di lui e sono stato a Stella nella sua casa Natale" ha spiegato Garlando.
Commovente poi il racconto dell'incidente di Vermicino. Il 13 giugno del 1981 Alfredino Rampi di 6 ani cadde in un pozzo artesiano lasciato aperto in una frazione di Frascati. Tutta Italia tenne il fiato sospeso diventando un caso mediatico ma purtroppo i tentativi di soccorso furono inutili. Pertini il giorno successivo la caduta Pertini lasciò il Quirinale e si recò sul posto cercando di dare forza con la sua voce al piccolo.
Un Pertini umano, vicino agli ultimi, come sempre ha vissuto la sua vita. E l'iniziativa di ieri in mezzo ai suoi giovani gli sarebbe piaciuta.





















