Proseguono a Borgio Verezzi le indagini di Arpal per fare luce sulla presenza di PFAS nell'acqua e individuare l'origine della contaminazione che, dal 23 settembre, ha portato all'ordinanza comunale che vieta l'utilizzo dell'acqua della rete idrica per scopi alimentari e potabili, consentendone esclusivamente l'uso igienico-sanitario.
Nei giorni scorsi, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ligure ha effettuato nuovi prelievi d'acqua in quattro pozzi privati, nell'ambito del lavoro di mappatura delle risorse idriche sotterranee presenti sul territorio: "Questo lavoro - ha spiegato il sindaco Renato Dacquino - è indispensabile per avere chiaro il quadro di riferimento, per 'scoprire' eventuali opportunità di acqua potabile e i flussi delle acque sotterranee; e, soprattutto, per definire le possibili vie di passaggio degli inquinanti".
Nel corso di una recente riunione in Provincia è emerso che, per quanto riguarda le analisi effettuate negli anni passati, Arpal dispone al momento di un solo dato (punto SVBT02 – Pozzo Via Valle), riferito a un campionamento del 2021. I risultati avevano evidenziato una sostanziale assenza dei PFAS ricercati, fatta eccezione per il PFBA, rilevato in quantità minime e senza alcun indice di pericolosità. Si tratta tuttavia di un'analisi risalente a cinque anni fa e relativa a un singolo campionamento: un dato che, da solo, pur utile per ragionare sulle tempistiche, non permette di trarre conclusioni sulla situazione attuale e sulla contaminazione oggi rilevata.
Su incarico della Regione, ARPAL ha quindi avviato un'indagine per ricostruire a ritroso il possibile percorso della contaminazione e individuare le aree da cui potrebbe avere avuto origine. Un lavoro complesso, soprattutto per la difficoltà nel reperire documenti e informazioni storiche. Le verifiche riguardano anche un territorio, quello compreso tra Borgio Verezzi, Loano e Giustenice, caratterizzato dall'assenza di grandi insediamenti industriali.
Per questo motivo, sarà necessario estendere le ricerche anche ai Comuni limitrofi, dove in passato hanno operato attività industriali e artigianali potenzialmente in grado di avere un impatto sulle falde acquifere. L'ipotesi è che la contaminazione possa essere legata ad attività svolte negli anni passati, piuttosto che a produzioni attualmente in corso. Individuare con certezza le cause richiederà quindi tempi più lunghi rispetto a quelli necessari per realizzare gli interventi urgenti e affrontare l'emergenza.
A tal proposito si è mossa anche la Procura di Savona con l'apertura di un fascicolo per avvelenamento colposo, al momento a carico di ignoti, e la delega per effettuare accertamenti da parte della Pubblico Ministero Maddalena Sala al Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale (NIPAAF), un reparto specializzato dell'Arma dei Carabinieri inserito all'interno del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari.
Sul fronte degli interventi, lo scorso 28 ottobre si è svolto in Comune un incontro tra le associazioni del territorio e i rappresentanti di Servizi Ambientali. Durante la riunione sono state portate all'attenzione le principali difficoltà vissute quotidianamente dai cittadini e le preoccupazioni legate al protrarsi della situazione.
Il direttore generale di Servizi Ambientali ha illustrato il progetto per l'installazione di filtri a carboni attivi, spiegando anche i tempi previsti per la realizzazione dell'intervento. Considerando le attività già svolte, le formalità necessarie e i tempi per la messa in funzione degli impianti, serviranno circa 13 settimane a partire dalla conferma dell'ordine all'azienda incaricata.
Un passaggio importante sarà rappresentato dalla prossima Assemblea dei Soci di Servizi Ambientali, in programma il 4 novembre, chiamata ad affrontare la situazione e la necessità di procedere con gli interventi: "Indispensabile - ha sottolineato ancora il sindaco Dacquino - che tutti comprendano pienamente la delicatezza della situazione e la necessità di intervenire con urgenza. Il quadro generale evidenzia che da questa vicenda tutti possiamo imparare molto: a prevenire, a fare buona manutenzione del territorio, ad intervenire rapidamente, ad essere tutti parte delle soluzioni senza egoismi o visioni limitate al breve".














