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Cronaca | 08 ottobre 2010, 12:26

Savona: infanticidio, il medico "Elisabetta è in un gravissimo stato depressivo"

Spiega Antonio Ferro, responsabile dell'area psichiatrica dell'ASL2: "La depressione post partum sorge anche in persone che non hanno mai sofferto di quadri depressivi. Nei prossimi giorni cercheremo di capire perché in questo caso l’azione violenta si sia indirizzata verso il primo figlio e non verso il secondo"

Savona: infanticidio, il medico "Elisabetta è in un gravissimo stato depressivo"

"Elisabetta Bertolotto ora è in ospedale. Sta bene, ma si trova in un gravissimo stato depressivo". E sarebbe proprio lo stato di depressione post partum a portare all'uccisione del piccolo Andrea. Lo ha dichiarato Antonio Ferro, il responsabile dell'area psichiatrica dell'Asl2 Savonese. Che aggiunge: “Elisabetta ha una situazione psichica di sofferenza molto importante. Ho avuto modo di visitarla ieri notte e stamattina. Ora viene seguita dal mio staff”.

Quando sorge uno stato depressivo del genere?
“La depressione post partum sorge dopo un parto, talvolta anche in persone che non hanno mai sofferto di quadri depressivi. Nei prossimi giorni cercheremo di capire perché in questo caso l’azione violenta si sia indirizzata verso il primo figlio e non verso il secondo, ultimo nato. Di sicuro la depressione che ha colpito la donna rientra nell’ambito dei disturbi melanconici”.

L’insorgere di uno stato emotivo del genere era prevedibile?
“Sarebbe stato prevedibile se la donna avesse pensato di chiedere aiuto a qualcuno. Probabilmente qualche problema era venuto a galla già durante la gravidanza. Ma non di rado le pazienti pensano di essere in grado di gestire la situazione in autonomia. L’importante è che le pazienti si rivolgano ai medici per farsi curare. Da questo punto di vista la nostra ASL è una delle poche realtà italiane ad aver avviato un progetto di prevenzione dei disagi post partum. Per esempio, quando una donna è incinta o partorisce le ostetriche dei consultori o dei reparti di neonatologia forniscono loro un questionario. Nell’ultimo periodo, su 166 donne sottoposte a test, abbiamo individuato 6 persone a rischio depressivo o psico-sociale. Queste donne sono state trattate e curate. In questo caso non è stato possibile perché la donna non è entrata in contatto con le nostre strutture. Chi dice che l'ASL2 non assiste le partorienti non monitorandone lo stato, dice una inesattezza”.

Ci sono stati segni che potessero far presagire un evento del genere?
“Facendo un discorso in generale, ci sono vari quadri. Ci sono le ‘sindromi blu’, che sono quadri fisiologici: spesso la donna che ha appena partorito è colpita da tristezza e ha voglia di piangere. Ma si tratta di un’emozione calda che sparisce in fretta se il quadro di vita è favorevole. La depressione post partum interessa fino al 15% delle partorienti e gli episodi gravi arrivano al 5%. Le psicosi arrivano a 2 casi ogni mille partorienti. Segni sono il cambiamento nel tono dell’umore, la tendenza a piangere, la difficoltà ad alzarsi al mattino, ad iniziare la giornata, avere difficoltà a fare cose che di solito vengono fatte facilmente, perdita di appetito, preoccupazione per l’imminente parto, fantasie negative sul bambino che si porta in grembo. Quando questi segni sono lievi, le vittime della depressione pensano di potercela fare da sola. Anche in questi casi, però, è bene confrontarsi con il medico di famiglia".

luca berto

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