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Cronaca | 13 ottobre 2016, 10:00

Il caso-Finale Ligure: un’analisi politica

Le considerazioni di Lino Alonzo e di Franco De Sciora: “Le incomprensioni iniziali si potevano superare. Ora i lavori in ballo sono tanti e la maggioranza deve andare avanti senza spaventarsi per portarli a termine”

Il caso-Finale Ligure: un’analisi politica

Consigliere Comunale già alla fine degli anni ’60, in vari periodi vicepresidente della Provincia di Savona, assessore regionale e consigliere provinciale, sindacalista. Chi, meglio di un nome “storico” come Lino Alonzo può analizzare la situazione attuale del sindaco Ugo Frascherelli?

“Era nell’aria”, ci dice Alonzo. Che prosegue: “Questa amministrazione anche per effetto di alcune scelte del sindaco, il primo anno ha balbettato molto, si è aggrovigliata su sé stessa. Certamente è stato necessario un cambio di passo, ma noi come PD siamo convinti che i nodi si siano sciolti e ora sia una buona amministrazione. Deve andare avanti”.

Sull’allontanamento di Sergio Colombo dalla maggioranza, Alonzo dichiara: “Si tratta di una scelta sulla base di una critica molto feroce ma, sotto certi aspetti, molto datata. Motivi ce n’erano all’inizio, ma a nostro giudizio sono stati in buona parte recuperati. Non ci sono ad oggi motivazioni di malessere, sono state superate. Ma le scelte di ognuno sono personali”.

In linea di massima, sappiamo che il PD Finalese ha dialogato molto con Frascherelli per ottenere quel “cambio di passo” a cui Lino Alonzo fa riferimento. In tempi recenti sono state avviate opere pubbliche importanti (la rotonda a Finalpia, interventi via Porro e Molinetti, migliore visibilità al rione, prossimi interventi in piazza Abbazia, interventi migliorativi a Finalborgo, come Porta Testa, il percorso pedonale dal porto fino a Varigotti). Tutti interventi che contribuiranno a un buon rilancio dell’immagine cittadina.

Il PD ha chiesto all’assessore all’urbanistica e all’ambiente Andrea Guzzi che individui i valori presenti sul territorio in modo da intervenire con adeguamenti al PUC e, a tal proposito, il PD Finalese sottolinea: “Siamo uno dei pochi comuni che ha osservato Legge Regionale su piano casa, limitando gli interventi. Andremo a individuare gli aspetti del territorio che meritano di essere tutelati e salvaguardati, ma senza opzione-zero nelle costruzioni”.

Franco De Sciora, segretario del PD Finalese commenta la vicenda: “Mi dispiace molto per l’accaduto. Si è provato a dialogare, io posso comprendere tutte le motivazioni, ma era il momento meno adatto. Siamo davanti a una decisione affrettata, sicuramente c’è stata qualche presa di posizione della maggioranza, ma proprio adesso rispetto alla fase iniziale le cose stanno marciando più spedite e i programmi stabiliti insieme stanno procedendo.

Spesso i tempi non sono veloci come dovrebbero, ma la maggioranza ora deve tirare dritto e portare a termine tutti gli interventi concordati. Parlandosi si possono risolvere tutti i problemi. Come PD stiamo portando avanti un cammino in modo leale, consapevoli di essere l’unico vero partito presente in maggioranza.

Personalmente posso dire che con Sergio Colombo siamo amici fin da bambini e siamo andati a scuola assieme, siamo cresciuti insieme, per cui rispetto la sua decisione ma con amarezza. All’inizio i programmi e le idee erano uguali per tutti, poi sono sorte le incomprensioni ma la strada da percorrere è ancora lunga e i lavori da completare sono molti; da adesso in poi non potrà mancare più nessuno: abbiamo il numero legale dei nove nomi necessari a ottenere una maggioranza, ma una sola assenza potrebbe comportare la cancellazione di una riunione consiliare”.

Due grandi operazioni sono ora in corso a Finale: la riqualificazione ex-Cave Ghigliazza con la messa in sicurezza di tutta la zona e la riorganizzazione degli spazi con l’approvazione di Regione Liguria e Sovrintendenza e la questione delle aree-Piaggio.

Qui spiegano praticamente a una sola voce, Alonzo e De Sciora: “Come PD abbiamo detto all’amministrazione che occorre mettere in sicurezza il Pora da Finalborgo alla foce. Questa è una priorità. Il secondo aspetto è sviluppare un disegno dell’area dal punto di vista urbano: piazze, parchi, aree verdi. La terza posizione che abbiamo assunto è quella di recuperare a Finale un po’ di occupazione: chiediamo che le aree sopra la linea ferroviaria siano riconsiderate e destinate ad attività produttive per agevolare questi insediamenti.

Sulla base di queste operazioni complesse si decideranno le cubature, che non potranno essere quelle approvate in precedenza. Sono venuti meno i presupposti, in funzione di mantenimento dell’occupazione dello stabilimento Piaggio. La situazione si sta deteriorando, gli occupati sono diminuiti ed è in atto una crisi dagli esiti incerti. Pertanto è venuto meno il legame morale tra spostamento Piaggio e mantenimento delle aree: il Comune si era infatti impegnato ad accettare un trasferimento a Villanova, quindi un impoverimento del suo territorio, a patto che ciò giovasse all’occupazione generale del comprensorio, cosa che non sta avvenendo”.

Aggiunge De Sciora: “A Finale il turismo va bene e le presenze fortunatamente sono alte, ma non si può pensare solo a quello: rivedendo progetti e volumetrie si possono creare nuovi insediamenti produttivi, che sarebbero da incentivo a chi vuole varare nuove attività. Non possiamo pensare che una città grande come Finale viva solo di voucher e contratti stagionali”.

Secondo il PD Finalese le polemiche sul piano-parcheggi sono state strumentalizzate, in un’operazione che si è evoluta in una buona sperimentazione condotta quest’estate, che ha dimostrato dei risultati, pur con alcuni margini di miglioramento, come la possibilità di aumentare la zona-disco a Finalborgo e di realizzare abbonamenti per i lavoratori che operano a Finale.

Anche l’acquisizione del Capannone a Perti per Finale Ambiente aveva sollevato critiche, ma togliere la partecipata dall’attuale posizione attigua alle mura del Borgo consentirà uno sviluppo adeguato delle attività, con numerosi vantaggi sia pratici che estetici. “Finale Ambiente è un vanto, lavora bene, con un personale che presta opera con particolare dedizione. Una società interamente pubblica che raggiunge obiettivi importanti con costi contenuti. Rimanere dov’è sarebbe discutibile e limitante, anche per rispetto dei lavoratori che hanno bisogno di spazi per le attività che svolgono”, conclude Lino Alonzo.

Alberto Sgarlato

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