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Attualità | martedì 06 febbraio 2018, 18:50

Varazze, mancati pagamenti dei canoni demaniali: provvedimento d'ingiunzione per il bar Invidia

Il Comune: "Non esiste nessun accanimento contro l'Invidia, ma solo l'obbligatorietà del rispetto delle norme". Cerruti (Amo Varazze): "Vigileremo sulla situazione, siamo vicini agli imprenditori"

Varazze, mancati pagamenti dei canoni demaniali: provvedimento d'ingiunzione per il bar Invidia

 

Canoni demaniali marittimi non pagati relativi agli anni dal 2009 al 2013 e oltre 65 i mila  euro che il bar Invidia deve all'agenzia del demanio. Quest'ultimi hanno emesso inoltre, sollecitando il comune di Varazze, un provvedimento di decadenza della concessione per inadempimento grave del concessionario. I concessionari inoltre sono debitori dei canoni demaniali dal 2014 compreso sino ad oggi.

La società, Malan Srl che ha a capo il proprietario Angelo Arecco ha dovuto fronteggiare un ingiunzione di sgombero nel marzo del 2016 e la bocciatura di due ricorsi al Tar, la palla, dopo una causa depositata al Tribuna Civile, poi è passata al Consiglio di Stato che però ha rigettato l'istanza di sospensione del provvedimento.

A questo punto sembra quasi che lo storico locale varazzino, inaugurato negli anni 80 e punto di incontro di diverse generazioni, sede di Radio Skylab, rischi la chiusura dei battenti.

Il Comune di Varazze ha dichiarato in una nota che "non esiste nessun accanimento contro l'invidia, ma solo l'obbligatorietà del rispetto delle norme. Alla luce di questi fatti, dunque, l'atto di mera gestione amministrativa, risulta inequivocabilmente dovuto e pur con le complicanze che esso richiede e le manifestazioni di vicinanza per l'aspetto squisitamente umano, resta comunque un atto dovuto che l'Amministrazione comunale non può non effettuare".

"Loro fanno passare tutto per legittimo, noi cercheremo di vigilare affinchè tutto sia inattaccabile - spiega il consigliere di minoranza Gianantonio Cerruti - Siamo fermamente convinti che gli imprenditori vadano aiutati ad uscire dalla crisi perché investano nuovamente nelle loro attività commerciali, e che non siano invece bastonati dall’amministrazione pubblica".

Luciano Parodi

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