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Politica | venerdì 12 ottobre 2018, 15:00

Sicurezza e lapide delle "camicie nere": i temi al centro del consiglio comunale di Savona

Neo assessore Levrero: "Telecamere fondamentali per la sicurezza di Savona". Sul tema della lapide il sindaco di Savona ha spiegato tutto l'iter rispondendo all'interpellanza della minoranza: "Mi scuso, ho peccato di ingenuità"

Sicurezza e lapide delle "camicie nere": i temi al centro del consiglio comunale di Savona

Un consiglio comunale di Savona convocato in fretta e furia per la surroga e dimissionario dell'ex consigliere comunale e neo assessore Andrea Sotgiu e l'esordio nella ricostituita Giunta, dell'assessore alla sicurezza Paolo Levrero, sostituto del senatore Paolo Ripamonti. Ma non solo. In quanto nella seduta di oggi sarà al centro il tema della lapide scoperta lo scorso sabato al cimitero di Zinola e recante la scritta "camicie nere" che ha creato polemiche da parte del mondo politico e dei cittadini, con non ultima la rottura avvenuta mercoledì.

Due le interpellanze presentate sul tema: una dal consigliere della Lega Alfredo Remigio ad oggetto "Atti vandalici in città" e l'altra dai capogruppi della minoranza, Marco Ravera di "Rete a Sinistra", Barbara Pasquali del Pd, Daniela Pongiglione di "Noi per Savona" e Andrea Addis del gruppo "Battaglia Sindaco per Savona" ad oggetto "Chiarimenti in merito all'inaugurazione di una lapide in data 6 ottobre 2018".

Il consigliere della Lega Remigio ha interpellato così il neo assessore alla sicurezza Levrero che ha esordito subito con una tema "caldo": "Si sono verificati episodi di criminalità incredibili, non parliamo poi degli spacci. Ci sono punti critici nella città, in piazza delle Nazioni, piazza del Popolo, in Darsena. Lavoreremo in sinergia con le forze dell'ordine, il problema delle pattuglie notturne è quello che sappiamo e purtroppo il personale è all'osso, dobbiamo ringraziare la polizia municipale per gli sforzi che sono stati fatti per migliorare la situazione. Se non bastano le pattuglie, c'è solo un altro mezzo, le telecamere, indispensabili per la città e si possono ottenere tramite i finanziamenti pubblici, c'è un accordo con la Regione che finanzierà l'intervento per 60mila euro. Inoltre sto prendendo appuntamenti con i vari amministratori condominiali che vogliono dare una mano al Comune per rendere più sicura la città, la prevenzione del reato avverrà all'80/90% oltre all'incremento naturalmente di una maggiore illuminazione. Sul tema dello spaccio, occorre un aiuto ed un sostegno da parte dei comitati promotori dei vari isolati per creare di osservare attentamente la zona, i vigili di quartiere si potranno aggiungere se potremo incrementare il personale".

Spazio poi all'interpellanza della minoranza consiliare sul caso della lapide: "L'intolleranza e gli insulti stanno dilagando, esprimo vicinanza al sindaco Caprioglio come donna - spiega Marco Ravera di "Rete a Sinistra, porgendo diverse domande al sindaco di Savona - Mi ha lasciato perplesso e rammaricato la tempistica, doveva scusarsi e presentare spiegazioni già lunedì mattina, spero sia l'ultima leggerezza".

"Ringrazio i consiglieri di minoranza perché mi consentono di fare chiarezza - risponde il sindaco di Savona Ilaria Caprioglio -  Non ne eravamo a conoscenza, dico un no secco preciso, irremovibile e chi dirà il contrario mi costringerà a prendere le dovute tutele personali. A maggio mi era stata presentata la bozza del  progetto dall'associazione 'Opera Nazionale Caduti senza Croce' (dal 1998 il campo V dei Valorosi del cimitero di Zinola era stato in comodato d'uso) e lo può testimoniare un documento inviato e protocollato il 4 settembre che ripercorre l'incontro. Mi sono umanamente fidata della bontà dell'iniziativa e questo è stato probabilmente un errore, ho peccato di ingenuità. Abbiamo iniziato ad effettuare delle verifiche urgenti, su tutte le attività e la concessione del patrocinio con la richiesta di chiarimenti".

"Sono raggelata dopo che ho letto quella scritta, nessuno si è mosso, ha avuto reazioni, lì c'è stato lo sbaglio, in quel momento urlare e andare via sarebbe stato dannoso, irrispettoso nei confronti dei familiari venuti lì per piangere i loro morti delle forze armate. Volevo capire il perché di quell'elenco e la presenza delle camicie nere. Mi scuso, ho messo anche in imbarazzo il Prefetto Cananà, ho avuto dei limiti, chi amministra deve prendersi oneri e onori. Dovevo avere più attenzione e incaricare gli uffici di fare un controllo, ci saranno tutte le verifiche del caso" continua la prima cittadina savonese.

 

Luciano Parodi

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