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Economia | 07 dicembre 2018, 10:50

IMU e TASI: le scadenze 2018 e cosa cambia dall’anno prossimo

A tenere banco in questi giorni è la questione legata alle aliquote applicate dai singoli comuni, che dal 2019 potrebbe vedere questi ultimi aumentarle per far fronte ai possibili tagli alla spesa pubblica previsti dalla manovra di governo

IMU e TASI: le scadenze 2018 e cosa cambia dall’anno prossimo

Il termine ultimo fissato per il saldo dell’IMU 2018 è il prossimo 17 dicembre, data entro cui si procederà a versare l’importo che completa l’acconto del mese di giugno.

A tenere banco in questi giorni è la questione legata alle aliquote applicate dai singoli comuni, che dal 2019 potrebbe vedere questi ultimi aumentarle per far fronte ai possibili tagli alla spesa pubblica previsti dalla manovra di governo.

Che cos’è l’IMU?

Acronimo di Imposta Municipale Unica, l’IMU è una tassa che si applica agli immobili di cui si è proprietari, eccezion fatta per la prima casa.

Solitamente l’importo annuale si suddivide in due rate, la cui scadenza è fissata:

·         il 18 giugno per quanto riguarda l’acconto;

·         il 17 dicembre per la rata che va a saldare l’intera cifra.

Come calcolare l’importo della rata IMU

Per conoscere con precisione l’importo da versare nelle casse comunali basta semplicemente conoscere i seguenti parametri:

la rendita catastale della propria abitazione;

l’aliquota applicata dal Comune, che di solito viene pubblicata entro il 14 ottobre sul sito di riferimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Una volta avuti questi dati dovrete calcolare la cosiddetta base imponibile IMU, vale a dire il risultato che si ottiene moltiplicando la vostra rendita catastale per il 5% e moltiplicando nuovamente tale cifra per il coefficiente del vostro immobile, che varia in base al tipo di abitazione.

Il coefficiente è un numero che a seconda della categoria catastale e della rendita annua suddivide i vari immobili ed è rintracciabile sul portale di Agenzia delle Entrate.

Una volta calcolata la base imponibile, dovrete applicare l’aliquota di riferimento che il vostro Comune di residenza ha adottato.

Di solito la legge impone una percentuale ordinaria pari allo 0,76%, alla quale ogni amministrazione può aumentare o diminuire un valore massimo pari allo 0,3%.

Entro il 14 ottobre di ogni anno le aliquote aggiornate sono pubblicate sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Qualora il vostro Comune avesse effettuato oltre tale termine una variazione dell’aliquota, al saldo della rata del 17 dicembre dovrete effettuare un conguaglio, in modo da uniformare l’importo alla nuova percentuale applicata.

Quali categorie di edifici sono soggette al pagamento dell’IMU?

L’IMU è un’imposta che non si applica alle prime case e a tutte le relative pertinenze, come ad esempio cantine, garage e posti auto.

Unica eccezione sono le cosiddette abitazioni di pregio, per le quali, anche se si tratta di prima casa, è obbligatorio il versamento del tributo.

In particolare ci riferiamo agli immobili appartenenti alle categorie catastali:

·         A1;

·         A8;

·         A9.

Obbligatorio è anche il versamento dell’IMU per tutte le seconde case e le loro pertinenze, anche se sono date in locazione con regolare contratto d’affitto o in comodato d’uso.

Altre categorie di immobili soggetti al pagamento dell’IMU sono:

·         uffici;

·         pubblici esercizi;

·         depositi;

·         capannoni industriali;

·         tutte le tipologie di immobili con destinazione commerciale.

Per ulteriori informazioni sulle modalità di pagamento dell’IMU, sulle eventuali esenzioni e sulle altre tipologie di scadenze fiscali e tributi potete recarvi sul sito Bancario.info, un portale in cui troverete aggiornamenti di carattere economico e finanziario.

 

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