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Solidarietà | 25 maggio 2019, 08:20

Bergeggi, l'Enpa soccorre un gabbiano ferito da un amo da pesca

E' stato ritrovato nell'area marina protetta

Bergeggi, l'Enpa soccorre un gabbiano ferito da un amo da pesca

Ennesimo volatile torturato da un amo da pesca ritrovato nell’area marina protetta di Bergeggi e soccorso dai volontari della Protezione Animali savonese.

Una micidiale esca artificiale, costituita da un perfetto pesce finto irto di ami, ha devastato il becco di un giovane gabbiano reale che l’ha scambiata per un vero pesce; nel tentativo di liberarsi il volatile è stato avvolto dalla lenza ed in questa dolorosa posizione è rimasto per lunghe ore, forse qualche giorno, prima che venisse visto da alcuni frequentatori della spiaggia; quando lo hanno recuperato i volontari dell’Enpa era allo stremo delle forze e inebetito dal dolore; ora sta meglio e con le cure fornitegli si è rapidamente ripreso e potrà essere rimesso in libertà nei prossimi giorni.

Sono decine ogni anno gli uccelli liberati da ami e lenze, abbandonati o persi in mare e sulle spiagge dai pescatori sportivi, dai volontari dell’Enpa, come gabbiani reali e comuni, tortore, colombi, marangoni ed aironi; si tratta di un pericolo reale anche per le persone e, soprattutto, per i bambini che giocano nella sabbia. L’associazione lancia un appello a chi vede lenze ed ami sulle spiagge affinché, con le dovute cautele, li recuperi e li smaltisca; come le reti da pesca perdute o abbandonate in mare si tratta di oggetti in materiale plastico che, prima di decomporsi lentamente, pescano e fanno danni per molto tempo; Enpa chiede che, nell’ambito della lotta alla dispersione della plastica in mare, si legiferi al più presto la sostituzione degli attrezzi di pesca, sia professionale che sportiva, con materiali biodegradabili e si consenta ai pescatori di smaltire a terra i rifiuti e le plastiche che raccolgono con lo strascico e che ora sono assurdamente costretti a rigettare in mare.

Stufi infine i volontari dell’Enpa di dover soccorrere, a loro cura e spese, animali selvatici feriti o in difficoltà in aree cosiddette “protette”, come l’area marina di Bergeggi o il parco del Beigua, perché gli enti gestori non si curano di istituire un servizio di recupero.

Comunicato stampa

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