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Attualità | 05 settembre 2019, 16:06

Progetto Europeo NewPilgrimAge: sabato incontro a Palazzo Oddo

Albenga punta al turismo culturale, lento ed esperienziale nell'ambito di un'economia sostenibile

Progetto Europeo NewPilgrimAge: sabato incontro a Palazzo Oddo

Albenga punta al turismo culturale, lento ed esperienziale nell'ambito di un'economia sostenibile e lo fa anche attraverso il Progetto Europeo NewPilgrimAge.

Sempre più spesso si sente parlare di cammini, pellegrinaggi e del turismo legato a queste tematiche - si pensi, ad esempio, al Cammino di Santiago - al quale Albenga può ambire grazie alla figura di San Martino.

Quale il legame di San Martino con Albenga?

Forse non tutti sanno che Martino nacque nel 316 o 317 d.C. a Sabaria, nell’antica Pannonia, oggi corrispondente all’Ungheria. Era figlio di un tribuno militare e all’età di quindici anni era già a sua volta soldato: proprio durante la sua permanenza sotto le armi ebbe una crisi mistica, che lo portò alla scelta di battezzarsi e di abbandonare la vita militare.

Si stabilì in un primo tempo a Poitier (Francia) da cui compì una serie di viaggi.

È in questo periodo (fra il 357-358 e il 361 d.C.) che soggiornò presso l’Isola Gallinaria, in una forma di parziale eremitaggio, anche se insieme a lui risulta esservi stato un “prete, uomo di grandi virtù” ed inoltre, per un periodo di tempo, anche Ilario di Poitier.

Martino sull’isola (che pure abbondava di galline selvatiche, particolare che ne giustifica il nome) si cibava di elleboro, senza sapere delle proprietà velenose di questa erba. La leggenda tramanda che, quasi in punto di morte per avere mangiato questa pianta, avendo pregato per la sua salvezza fosse stato prontamente miracolato.

Terminata la sua permanenza alla Gallinaria, Martino tornò a Poitier, dove divenne monaco sotto la guida di Ilario, suo amico e confratello. Fondò a Ligugé, con la protezione di Ilario, uno dei primi monasteri in occidente.

Nel 371 i cittadini di Tours lo vollero (suo malgrado) eleggere vescovo. È famoso l’episodio relativo alla sua nomina: cercando di sfuggire alla acclamazione a vescovo, Martino si nascose in un pollaio. Ma le oche che vi si trovavano, con i loro versi, lo fecero scoprire: emerso dal suo nascondiglio non poté più sottrarsi alla nomina a vescovo da lui tanto temuta.

Martino morì a Tours l’8 novembre del 397 d.C. Per i miracoli a lui attribuiti venne definito Santo nel 585, in occasione del Concilio di Mâcon: il giorno in cui si festeggia San Martino è però non quello della morte, ma quello della sua sepoltura, l’11 novembre.


Questo legame ha fatto in modo che Albenga potesse partecipare al progetto che mira proprio a portare avanti un percorso di cooperazione transnazionale che avrà come ricaduta una strategia di medio- lungo periodo per uno sviluppo locale legato ai valori di San Martino (inclusione, condivisione, ospitalità), in grado di accrescere la partecipazione attiva della comunità locale, e di proporre un modello sostenibile di crescita sia sociale sia economica.




La prima fase del progetto ha visto Sergio Giusto e Gianfranco "Feroce" Radini intraprendere un cammino sulle orme di San Martino. Attraverso lo stesso si sono delineate le attività da implementare per lo sviluppo di una Local Roadmap.

I cittadini, i rappresentanti delle categorie economiche e della società civile, e gli amministratori locali, sabato 7 settembre a partire dalle ore 10 al terzo piano di Palazzo Oddo saranno coinvolti in un processo partecipativo di discussione ed identificazione di proposte operative che consentiranno la capitalizzazione dei risultati sviluppati grazie al progetto NPA e lo sviluppo di una strategia condivisa dalla comunità.

Il workshop sarà condotto dal Dott. Marco Razzi, in collaborazione con il team di progetto, è sarà organizzato in modo interattivo e vedrà l'attivazione di quattro tavoli di discussione sui seguenti temi:

 

 1. Vocazione turistica del territorio, con focus specifico su accoglienza e offerta di strutture e servizi 

 

 2. Valorizzazione del territorio: dalle produzioni locali ai diversi possibili 'turismi' locali 

 

 3. Valorizzazione del patrimonio culturale e delle varie esperienze di associazionismo presenti nel territorio 

 

 4. Il tempo libero e la capacità locale di rendere attrattivo il territorio 

 

L’incontro è dedicato in particolare a soggetti attivi sul territorio e rappresentanti dei diversi settori che potranno apportare il loro contributo alla costruzione della local Roadmap.


Per qualsiasi informazione contattare il Dott. Davide Geddo presso l’Ufficio Politiche Comunitarie al numero 0182 562224.

 



Comunicato stampa

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