Si è spenta improvvisamente, all'età di 67 anni, Rosanna Vivalda, più conosciuta come Rosanna del Mulino. Era infatti titolare, assieme al marito, del Mulino di Saliceto. Rosanna è stata la protagonista di lunghe battaglie per la rinascita della Valle Bormida. E la rinascita è passata attraverso la chiusura dell'ACNA (Azienda Coloranti Nazionali e Affini) di Cengio, obiettivo principale delle sue lotte ambientaliste.
Rosanna si è spenta il 4 ottobre dopo che, quattro giorni prima, si era sentita male. Ricoverata presso il reparto di terapia intensiva all'ospedale Santa Croce di Cuneo, dopo aver risposto bene alle cure, si è improvvisamente aggravata. I medici non hanno potuto fare niente. Il suo cuore ha ceduto. Probabilmente il 6 ottobre verrà disposto l'esame autoptico, mentre i funerali avranno luogo nella chiesa della sua Saliceto il 7 ottobre alle 15. Rosanna lascia due figli: Benedetta, di 33 anni, e Stefano, 30enne e dipendente della Ferrero in Germania.
Eroina della lotta contro l'ACNA, per il suo impegno sul fronte ambientale è stata spesso minacciata di terribile ritorsione. Era molto nota in tutta la Valle, dall'alessandrino all'astigiano, ancora più che nel savonese e nel cuneese. Instacabile nelle sue battaglie per salvare la terra dove era nata e cresciuta. "Hai mai visto Bormida? Ha l'acqua color del sangue raggrumato, perché porta via i rifiuti delle fabbriche di Cengio e sulle rive non cresce più un filo d'erba. Un'acqua più porca e avvelenata, che ti mette freddo nel midollo, specie a vederla di notte sotto la luna". Lo scrive Beppe Fenoglio nel suo romanzo postumo (1963) "Un giorno di fuoco". Una descrizione agghiacciante, che rende l'idea dello scempio ambientale provocato dall'ACNA, attiva dal 1929 al 1999. L'inquinamento di terreni e acque legato alle sue attività è davvero famigerato. Negli anni '50 iniziarono le proteste dei valligiani. Il 1º settembre 1987 venne fondata a Saliceto l'Associazione per la Rinascita della Valle Bormida, con l'intento di combattere con decisione il secolare inquinamento della Valle. L'Associazione, apartitica, nacque dall'unione di due gruppi spontanei, costituiti prevalentemente da giovani della Valle Bormida, decisi a mobilitare l'intera valle contro l'ACNA. La prima "passeggiata ecologica" a Cengio avvenne nel mese di novembre 1987. Dietro tutto questo c'è proprio Rosanna, il suo sorriso e la sua capacità di coinvolgere le persone, come emerge dai ricordi delle persone che l'hanno conosciuta.
Come scrive Ilvo Barbiero, presidente dell'Associazione Culturale Valmormida Viva, "non basterebbe un libro intero a raccontare solo una parte del suo ruolo nei lunghi anni della guerra contro i veleni in un paese con il veleno anche negli animi. Rosanna è stata il vero catalizzatore della nascita e dell’esplosione della rivolta rappresentata dall’Associazione per la Rinascita della valle Bormida. E quindi del ritorno di un fiume dall’aspetto incredibilmente pulito. Negli anni '80, quando ad Acqui Terme venivano preparati i dossier contro l’ACNA, Rosanna era l’unico appoggio e punto di riferimento nell’Alta Valle Bormida. E l’ Associazione per la Rinascita della valle Bormida, con gruppi da tutta la valle, sia come organizzazione, che come programmi e strategie, è stata fondata in una casa messa da lei a disposizione nel giorno di domenica 6 settembre 1987. Non per niente chi a certe cose ci stava attenta, cioè l’ ACNA, aveva subito fiutato il pericolo con un comunicato in cui parlava “di donne di Saliceto che con emotività..”.
In tanta angoscia e veleno, la speranza in un mondo diverso possibile è venuta soprattutto dall’ incontro con tanta gente meravigliosa, che la ricorda con affetto e gratitudine. C'è chi la definisce "un fiume in piena, un fiume limpido, che continua a scorrere". E' con questa grande intensità che la ricorda Alessandro Helmann, autore del celebre libro "Cent'anni di veleno". In un altro ricordo, di Alberto, Rosanna viene definita "il volto gioioso dell'"anello forte" della terra di Langa. E' vero un'eroina, ma anche la gioia e la poesia della vita che infondeva speranza in una valle non proprio felice. Grazie Rosanna del Mulino, hai aiutato tutti noi ad avere ognuno la sua parte, anche modesta come la mia, nella rinascita della nostra terra".














