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Cronaca | 12 aprile 2011, 09:20

Palazzo Jacopo, come andrà a finire?

Il 14 aprile partirà la gara . Risale a più di un anno fa l’accesa polemica che si era scatenata a Varazze per la concessione dello storico palazzo nel centro della Città

Palazzo Jacopo, come andrà a finire?


Dopo le numerose ed accese discussioni in merito al suo destino, l’importante palazzo, completamente ristrutturato alcuni anni fa e distribuito su tre piani, accoglie  al piano terra e parte del primo piano l’ufficio IAT e gli uffici dall’Associazione Albergatori di Varazze.

Ma dopo così tanto tempo, come è andata a finire?

Negli ultimi mesi gli animi tra il Comune e gli enti gestori – il palazzo è sede di numerose mostre e convegni curate da associazioni ed enti – si erano calmati e l’accordo sembrava raggiunto. Verosimilmente, nelle intenzioni della amministrazione c'era l'idea di portare nelle casse un canone di locazione più alto e non scontentare comunque  le associazioni culturali che già temevano una “privatizzazione” con preclusione agli spazi pubblici dell’antico Palazzo varazzino. Si doveva pertanto cercare uno strumento per la “ricollocazione” dell’immobile.

E allora?
Il comune di Varazze ha indetto BANDO DI GARA  (appalto n. 156/2011) così come consultabile con la modulistica necessaria sul nuovo servizio di Albo Pretorio on-line www.comune.varazze.sv.it al numero di pubblicazione 247.
Il Bando riguarda appunto  l’assegnazione in concessione d’uso del “ Palazzo Beato Jacopo “ sito in Varazze, Piazza Beato Jacopo 1 e 3.
E’ stata indetta un asta  per il giorno 14 aprile 2011 alle ore 10:00 presso la residenza municipale, viale Nazioni Unite 5 Varazze, dinanzi al presidente di gara e avrà luogo anche in presenza di una sola offerta.
Per partecipare alla gara gli interessati dovranno far pervenire, non più tardi delle ore 12:00 del giorno 13 aprile 2011.

L’asta, ad unico e definitivo incanto, con aggiudicazione al miglior offerente, sarà tenuta con le modalità di cui all’art.73 lett.c e art. 76 del R.D.23.05.1924, n.827 e cioè per mezzo di offerte segrete da confrontarsi con il canone di concessione minimo annuo a base d’asta, fissato in € 24.000,00 (ventiquattromila/00), oltre iva nella misura di legge.

L’attuale concessione interessa circa mq. 450 distribuiti su tre piani del palazzo Beato Jacopo, che è tutelato ai sensi del D.Lgs. 42 del 22/01/2004: la durata sarà dalla data di sottoscrizione al 31 dicembre 2015 e si intenderà rinnovata per quattro anni qualora non sopravvenga disdetta da comunicarsi all’altra parte, a mezzo lettera raccomandata almeno dodici mesi prima della scadenza.

Già nel febbraio 2010 il Comune di Varazze aveva pubblicato   bandi relativi alla indagine di mercato esplorativa per l’individuazione di soggetti (persone fisiche o giuridiche) o associazioni interessati all’affidamento in concessione dello storico Palazzo Beato Jacopo, da destinare all’eventuale svolgimento di attività commerciali e/o uffici; indagine troppo immersa nelle polemiche per portare frutti.
Nell’attuale Bando per l’assegnazione l’Amministrazione comunale è riuscita ad inserire alcuni punti contrattuali che fanno ben sperare in uno status simil-quo in merito ai servizi ed agli usi offerti nel Palazzo Beato Jacopo.
Infatti leggiamo:  "la concessione d’uso è riservata alle associazioni attive sul territorio ed è finalizzata allo svolgimento di attività connesse alla promozione socio economica del territorio, nonché allo sviluppo turistico e culturale della città, con esclusione di qualsiasi utilizzo permanente per finalità commerciali di singole imprese e/o professionisti.
Inoltre il Comune si riserverà l’utilizzo di parte dei locali al piano terreno come punto di informazione turistica e la facoltà di utilizzare le sale esposizioni del primo e del secondo piano per la realizzazione di mostre d’arte, esposizioni, incontri, matrimoni ed eventi culturali come in genere  già accadeva.
Ciò potrà accadere in qualsiasi giorno dell’anno ed anche in orario in cui l’attività dei concessionari non sia aperta al pubblico (per esempio serali e/o festivi), previa
comunicazione al concessionario da effettuarsi almeno dieci giorni prima dell’evento;
da canto loro i concessionari dovranno  garantire l’apertura del palazzo per almeno 340 giorni all’anno per dodici ore al giorno in media e ad organizzare almeno quattro eventi di carattere turistico-culturale da pubblicizzare adeguatamente, così come a carico loro la custodia e la sorveglianza
".

Con tali indicazioni esplicitamente espresse nel Bando sembrerebbe – fortunatamente – allontanarsi lo spettro di una “mercificazione” dello storico immobile, come alcune indiscrezioni dei mesi scorsi avevano fatto pensare (possibilità lasciata aperta anche dalla precedente indagine di mercato).
L’antico palazzo Beato Jacopo, al centro del Borgo cittadino, rappresenta uno dei simboli più significativi per la comunità varazzina ed ogni sua “svendita” rappresenterebbe motivo di rammarico oltreché di smarrimento in una società dove i punti di riferimento ed incontro sono sempre meno.

 

Palazzo Jacopo nella storia

L’illustre edificio ne ha passate molte di vicissitudini, anche di battaglie e polemiche più aspre rispetto a quelle che l’hanno riguardato nei mesi precedenti.
Se ne fa menzione già  nel medioevo  come sala e magazzino della comunità: tale destinazione ci è segnalata anche da Matteo Vinzoni nella mappa di Varagine.
A lato di quest’edificio vi era una torre con una delle porte di accesso all’abitato e precisamente la “Porta della Marina”. Verso la fine del 1700 l’immobile dovette essere trasformato in Teatro ed in seguito adattato alla sede del Comune: infatti il 25-06-1829 viene concesso l’appalto per la modificazione della “Casa del Teatro” in “Casa Comunale”.

Nel 1849 viene elaborato il progetto per la costruzione di una torre in stile gotico per porvi l’orologio pubblico, da eseguirsi sulla facciata a mare. Di tale torre non rimane alcuna traccia (forse non fu mai eseguita), mentre negli anni 1865-1866 sono deliberati ed appaltati i lavori di innalzamento dell’edificio, di trasformazione completa in “Casa Comunale”, di innalzamento di un piccolo torrione e di rinnovamento della facciata verso il mare.
Il 23-12-1890 vengono deliberati ed il 6-03-1891 appaltati i lavori che porteranno la Casa Comunale alla sistemazione che vediamo attualmente. In un primo tempo vengono eseguiti i lavori per la sola facciata a nord e successivamente per quella a sud su progetto dell’Ing. Strada di Torino. Venne realizzata la torre che si trova nel punto dove era l’antica Porta della Marina: al piano terra si apre in essa un passaggio che richiama la vecchia porta.
Il nuovo edificio trasformato in Casa Comunale venne inaugurato il 16-08-1891 con solenne cerimonia. Resterà adibito a tale funzione sino al 1974. L’ultimo importante restauro avvenne nel 1992.
Sulla facciata nord domina la statua marmorea del Beato Jacopo, opera della bottega genovese del “Carlone”, nel cui basamento del 1645 la Città di Varazze si affida. Grande l’insegnamento che l’illustre Arcivescovo di Genova può dare, ancora nostri tempi, a cittadini ed Amministratori.

Oggi ci si interroga, come ieri, quale il suo destino. La storia ne ha visti, di cambiamenti.
Il problema da porsi è:  quale luogo rappresenta per la Città? Sarà solo una questione di bilanci da sanare? Non lo crediamo.
Fortunatamente ancora in molti oggi la pensano così e l’antico Palazzo, forse un po’ stanco ma dal sorriso ironico, si presterà volentieri solo al servizio della sua Città e al musicale mugugno dei suoi “prediletti” Varazzini.




Lorenzo Grazioli Gauthier

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