“L’uomo che raccoglieva bottiglie” è un monologo toccante e poetico, cui l’ambiente raccolto, rarefatto e stillante delle grotte infonde una particolare intensità.
Petruzzelli recita su un palco collocato fra concrezioni di ogni forma: cannule esili e quasi trasparenti, drappeggi sottili come lenzuola, colonne imponenti e stalattiti che sfidano la gravità sviluppandosi in tutte le direzioni.
Petruzzelli ha tratto lo spettacolo dal suo libro "Gli ultimi", edito da Chiarelettere. Al centro del racconto c’è la storia vera di un mastro d’ascia di Lampedusa che sta costruendo con le sue mani una casa, unendo al cemento il vetro delle bottiglie che i turisti abbandonano sulle spiagge dell’isola. A pochi passi dalla casa ha piantato un albero secco, al quale porta acqua ogni giorno, nella certezza che prima o poi tornerà a fiorire.
In allegato foto delle prove nelle grotte.
















