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Attualità | 05 ottobre 2011, 16:21

Ordine dei Medici: "il diritto alla Salute non ammette deroghe"

Non si possono fare risparmi aziendali sulla pelle delle persone

Ordine dei Medici: "il diritto alla Salute non ammette deroghe"

L’articolo 32 della Costituzione stabilisce un principio ineludibile ed inviolabile cioè, che il diritto alla salute è un diritto fondamentale di ciascun individuo che lo Stato si impegna a garantire e difendere.

Il Codice di Deontologia Medica, che trova ispirazione nel principio costituzionale di cui sopra, impone il rispetto della vita e della dignità della persona da intendersi come gli unici obiettivi che ogni sanitario deve perseguire senza soggiacere a interessi, imposizioni o suggestioni di qualsiasi natura.

L’imposizione rivolta ai medici dall’Azienda Sanitaria Locale su input della Regione “non ci sono soldi e voi non operate” è inaccettabile e impone all’Ordine di attivarsi per fermare ogni iniziativa lesiva della tutela della salute dei cittadini, compito che gli è stato attribuito dallo Stato con la legge istitutiva degli Ordini.

I tagli stabiliti a carico delle strutture ospedaliere e territoriali creeranno un inevitabile e drammatico peggioramento dei livelli di assistenza creando sperequazioni di trattamento per medesime patologie nell’arco dello stesso anno. La drastica riduzione di tutte le sedute operatorie non può essere accettata in quanto anche gli interventi di elezione, rimandati di mesi, possono compromettere drammaticamente la salute (vedasi un intervento di artroprotesi risolutore nel migliorare la qualità di vita di una persona affetta da grave coxartrosi).

Si rammenti che in più occasioni la Corte di Cassazione ha statuito che ai cittadini debbono essere garantite, per quanto possibile, non solo le chance di sopravvivenza ma anche quelle che possono offrire qualità migliore della vita per consentire a ciascuno di organizzare sia la propria vita che il proprio percorso di cura in modo adeguato.

Il medico anche se inserito in una struttura aziendale non può essere condizionato nell’esercizio della sua professione da “scelte economiche” da parte dell’Azienda. Tali decisioni, pongono il medico nella condizione di trovarsi, suo malgrado, ad agire in aperto contrasto con i dettami del Codice Deontologico (art. 2 - 3 - 4 - 6 - 68) e vengono a ledere il diritto alla salute dei cittadini.

Come sempre non è stato chiesto consiglio alla categoria medica che è l’unica professionalmente, eticamente e tecnicamente competente per individuare soluzioni inerenti la salute del cittadino!

Questi tagli porteranno inevitabilmente all’aumento delle liste di attesa ed a fuga dei cittadini verso strutture sanitarie pubbliche e/o private fuori regione, con una conseguente impennata dei costi di rimborso per il prossimo anno ed anche dei disagi e delle spese per i pazienti ed i loro familiari.

Ancora una volta le scelte decisionali risultano improvvisate e non meditate; sorprende la mancata lungimiranza programmatica di organi politici che dovrebbero avere come primo impegno il “bene salute”.

Crediamo che sia davvero indispensabile una immediata revisione delle recenti scelte operative coinvolgendo gli operatori sanitari; in alternativa, ma non in subordine, si chiede che venga dimostrato in maniera chiara ed inequivocabile, che tali decisioni non avranno mai alcun tipo di ricaduta né diretta che indiretta sulla salute.

Infine si segnala come l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Savona abbia già richiesto un incontro urgente con il Comitato di Rappresentanza della Conferenza dei Sindaci prima della valutazione, da parte dello stesso Comitato, del “piano di rientro straordinario” della ASL 2.

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