Il Comitato Bric Surite torna a intervenire sul tema degli impianti eolici e della tutela del territorio, facendo il punto sulle ultime iniziative intraprese e rinnovando l’appello alle istituzioni affinché venga prestata maggiore attenzione alle trasformazioni in corso.
Il primo tema riguarda la richiesta di partecipazione a un’audizione non pubblica presso la Regione Liguria sul disegno di legge regionale n. 88, dedicato alla definizione delle aree idonee e non idonee all’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
Il Comitato aveva inviato il 22 giugno una richiesta formale, precisando che la presenza avrebbe rappresentato anche altre realtà impegnate nella tutela del territorio: il Comitato contro il progetto eolico Bric dei Mori – Bric dell’Eremita, Sassello Forte Lodrino e altri progetti eolici tra Pontinvrea e dintorni, oltre al Coordinamento comitati e associazioni Tutela Monte Cerchio.
La risposta della Regione è arrivata il giorno successivo: “La richiesta non è stata accolta perché, secondo quanto comunicato, la IV Commissione aveva già individuato i soggetti da audire”.
“Pur comprendendo che la partecipazione non fosse un obbligo per l’ente regionale – spiega il Comitato – riteniamo che questa sia stata un’occasione persa per favorire un confronto diretto con chi vive quotidianamente il territorio e segue da vicino le trasformazioni in atto”.
Un secondo aggiornamento riguarda la diffida legale depositata nei giorni scorsi contro l’impianto eolico industriale Surite del Cuculo. Il Comitato Bric Surite, insieme ad altre realtà della Val Bormida, ha raccolto numerose adesioni tra i cittadini di Altare a sostegno dell’iniziativa.
Al centro della contestazione vi è l’impianto composto da due aerogeneratori collocati lungo il tracciato della strada provinciale Sp 12, nell’area del bivio Altare-Ferrania-Montenotte. Secondo il Comitato, la realizzazione delle opere ha modificato profondamente una zona naturale di particolare pregio, situata nelle immediate vicinanze del parco dell’Adelasia. Oltre alle torri eoliche, vengono contestati l’ampia area di cantiere e il grande piazzale realizzato per i lavori, interventi che avrebbero trasformato un anfiteatro naturale erboso considerato un elemento caratteristico del paesaggio.
Il Comitato richiama inoltre una recente pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia-Romagna, sezione di Parma, che con la sentenza n. 348 pubblicata il 22 giugno 2026 ha ribadito il ruolo centrale della tutela paesaggistica e culturale anche nell’ambito della transizione energetica.
“Secondo l’orientamento espresso dal Tar, la tutela del patrimonio culturale e del paesaggio può mantenere una posizione prioritaria rispetto agli interessi legati alla produzione energetica, anche quando un’area risulti potenzialmente compatibile con nuovi impianti da fonti rinnovabili”.
Alla luce di questa decisione, il Comitato Bric Surite di Altare e il Coordinamento Tutela Monte Cerchio chiedono il rispetto rigoroso delle norme e dei vincoli esistenti per tutti i progetti eolici attualmente in valutazione nella provincia di Savona.
Infine, il Comitato rinnova l’appello ai cittadini, in particolare agli abitanti di Altare, affinché nuove persone possano contribuire alle attività del gruppo. “Servono nuove energie competenze, capacità nell’utilizzo degli strumenti digitali e dei social, tempo e disponibilità per continuare a seguire un tema che riguarda il futuro del nostro territorio”.














