Personalmente ho ricordato a Palazzo Oddo il Giorno del ricordo lo scorso anno e lo avrei fatto anche quest'anno se degli improvvisatori non fossero stati incapaci di organizzare una manifestazione adeguata in una località del Ponente.
Sono stato tra i primi studiosi che ha denunciato il dramma delle foibe e dell'esodo di 350 mila italiani dalla sponda adriatica orientale, ma tutto ciò non mi impedisce di dire che la dominazione fascista delle terre d'Istria e Dalmazia fu brutale e va condannata anch'essa con fermezza.
Ogni violenza,ogni pulizia etcnica, in qualunque forma essa si manifesti, va denunciata.
Abbinare insieme realtà storiche totalmente diverse è improponibile e solo degli apprendisti possono avanzare proposte peregrine che offendono la sensibilità di una città che non dimentica il boia e le vittime del Centa
Il giorno del ricordo - il 10 febbraio - va ricordato, ma nel rispetto della storia, senza servirsi della toponomastica per sollevare polemichette davvero mortificanti. Ciò che sta facendo la biblioteca di Albenga e la sua direttrice Valdiserra che ha creato una sezione di libri dedicati a quei temi, è un modo serio e concreto per non ricordare solo il 10 febbraio,ma tutto l'anno."














