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Attualità | 07 maggio 2013, 17:12

Grido d'allarme dagli operatori turistici della provincia: "Posti di lavoro in caduta libera"

"Abbiamo bisogno di clienti per non chiudere". Nel 2012 hanno chiuso dieci aziende ogni settimana

Grido d'allarme dagli operatori turistici della provincia: "Posti di lavoro in caduta libera"

Il quadro è quello di una crisi profonda, disegnato con numeri chiari e spietati che parlano di decine di aziende chiuse, di posti di lavoro persi, di imprenditori indebitati che rischiano di gettare la spugna. La soluzione è fare sistema, unirsi per presentare l’offerta coesa di un territorio e non delle singole strutture, ma anche una fiscalità dedicata che finalmente riconosca al settore turistico la valenza di vera e propria industria. Tutto questo malgrado il turismo sia uno dei settori che a livello mondiale non ha risentito della crisi, anzi è in decisa crescita.

Il grido dall’allarme arriva da Andora dai relatori del convegno organizzato dal Comune di Andora “Turismo in Liguria fra alberghi e seconde case” che ha visto incontrarsi e confrontarsi l’assessore Regionale al Turismo Angelo Berlangieri ed i presidenti delle Associazioni che riuniscono Albergatori, Bagni marini e Commercianti, alla presenza di sua eccellenza il Prefetto di Savona Gerardina Basilicata.

“La crisi è profonda. E’ evidente la necessità di andare ad intercettare nuovi mercati, soprattutto all’estero, attraverso un’azione sinergica di tutti gli operatori uniti in un progetto che presenti il territorio nel suo complesso e con le sue molteplici possibilità di intrattenimento, dalla costa all’entroterra, dalla cultura ai prodotti tipici – sintetizza Alessandro Cibien, assessore al Turismo e Cultura del Comune di Andora – Dobbiamo elevare la qualità dei servizi offerti, con una formazione all’eccellenza per gli studenti degli istituti alberghieri, ad esempio. Dobbiamo trattare il turismo come una vera e propria industria. Sul fronte della fiscalità, Andora si è fatta da tempo portatrice delle istanze degli operatori ricettivi, sollecitando una tassazione più leggere anche in ambito delle imposte come IMU e Tares”.

Il convegno ha messo in evidenza i numeri della crisi,  davvero spietati. “ Nel 2012 hanno chiuso 10 aziende ogni settimana -  ha detto Luciano Pasquale, Presidente della Camera di Commercio di Savona- La crisi ha interessato ogni settore: quello del commercio, quello turistico e dell’artigianato che per la prima volta subisce una flessione. In passato chi perdeva il posto di lavoro come dipendente, magari si metteva in proprio. Ora questo non accade più. In questo momento, in provincia di Savona ci sono circa 28.000 persone che sono in cerca di lavoro: è il 10% dei residenti, la media nazionale è del 5%.  Il momento è difficile. Domani ( oggi per chi legge) metteremo all’ordine del giorno del Consiglio Camerale un appello alle istituzioni perché facciano interventi straordinari per  interrompere il declino. E’ necessario lavorare sulla qualità dei servizi , fare reti d’impresa ed organizzare progetti per contattare e trovare clienti e, attraverso il Marketing, cercare all’estero i clienti, ed imparare a parlare ed ad accogliere chi arriva dalle nazioni economicamente emergenti, come la Russia e la Cina ad esempio”.

Il mondo alberghiero denuncia una crisi senza precedenti e la necessità di acquisire nuovi clienti, ma anche di regole comuni per Alberghi e seconde case.

“Quest’anno si sono persi nel settore 750 posti di lavoro in provincia di Savona – ha spiegato Franca Roveraro Cappelluto, Presidente dell’Associazione Albergatori del Provincia di Savona – abbiamo bisogno di acquisire nuovi clienti per far tornare i conti delle aziende che devono essere considerate al pari delle industrie, con una tassazione speciale relativamente ad Imu e Tares, ad esempio, ma anche per quel che riguarda le tariffe delle forniture di energia. Oggi le nostre strutture pagano come se fossero delle seconde case. Non possiamo essere competitivi con un settore come quello delle seconde case che è sottratto ad obblighi, spesso onerosi, che invece gli alberghi hanno. La crisi ha sviluppato però la capacità di coesione fra noi: abbiamo consorziato 50 alberghi per l’acquisto dell’energia elettrica ottenendo un risparmio del 10%. Lo faremo anche  per il gas. La tassazione deve cambiare. La speranza viene dai nuovi mercati emergenti: Russia, Scandinavia, Svizzera e Francia che dobbiamo contattare attraverso iniziative di marketing che presentino le offerte del territorio nel suo complesso. Ma dobbiamo agire subito. Molte strutture ricettive potrebbero chiudere perché piegate dalla crisi e dall’eccessiva tassazione”.

In provincia di Savona, ci sono 600 concessioni demaniali. Piccole imprese a carattere famigliare che denunciano lo scoraggiamento di chi vive nell’incertezza. “Chiediamo una tassazione diversa. Noi dobbiamo applicare alle nostra tariffe l’iva al 21%, la Spagna il 6% in Francia l’8% - spiega Enrico Schiappapietra, Presidente dell’associazione Stabilimenti Balneari della Provincia di Savona – In più non abbiamo la certezza che la nostra attività possa andare avanti e che le concessioni ci siano rinnovate. Investire in queste condizioni è difficile, ma comunque abbiamo imparato a fare sistema. Con il Consorzio Obiettivo Liguria, abbiamo riunito 387 stabilimenti balneari della provincia e stiamo organizzandoci anche per la promozione, ed acquisito la certificazione 14001 dei nostri servizi”.

Il mondo del Web può dare un aiuto, a patto di essere in grado di rispondere con la qualità alle aspettative del cliente. Insomma niente bugie, perché il cliente è anche giudice attraverso i tanti sito di recensione.

“Il turismo è un mercato in crescita nel mondo, ma in Italia non è considerato un’ industria. – ha detto Roberta Milano, docente in Web  Marketing Turistico dell’Università degli Studi di Genova – Dobbiamo renderci conto che l’80% del mercato della ricettività è in mano ai grandi colossi on line. C’è spazio per emergere puntando sulla diversità. In Italia non ci sono grandi catene alberghiere, ma piccole realtà. Facciamolo diventare un punto di forza, trasmettiamo la nostra diversità offrendo la qualità. Non è necessario essere un albergo di lusso per emergere, ma è necessario semplicemente offrire la qualità in linea con le aspettative maturate nel cliente attraverso la nostra forma di promozione. Con uno slogan 'dare davvero ciò che si promette'.”

Salvare le imprese e i lavoratori. Questa la richiesta da parte della Regione Liguria al nuovo Governo per voce di Angelo Berlangieri, Assessore al Turismo della Regione Liguria.

“Puntare sul turismo si può. E’ un settore in crescita. Il marchio Italia è il più richiesto, siamo noi che non sappiamo darci visibilità. Per mancanza di autostima non sappiamo costruirci una reputazione. Inoltre, i nostri operatori scontano una alta fiscalità. Stiamo predisponendo un progetto di legge di iniziativa regionale da presentare al Parlamento che preveda interventi per salvare il mondo del turismo: proponiamo il contenimento dei costi fiscali, il riconoscimento del turismo come industria e come tale oggetto di agevolazioni specifiche: l’albergo è un’impresa, non una casa come viene oggi considerata e tassata. A meno costi fissi fiscali possono corrispondere più costi d’investimento. La Regione ha realizzato un Fondo di rotazione per la riqualificazione che mette a disposizione, a costi di credito dimezzati, 20 milioni di euro. Stiamo investendo anche sulla promozione all’estero. In Giunta porteremo un Patto per il lavoro per il turismo che prevede la realizzazione di due Poli tecnico-formativi in Liguria in accordo fra Regione ed imprese per realizzare una formazione mirata ai servizi realmente richiesti dal turismo. Sarebbe necessario non trovare ostacoli “formali” alla realizzazione del Contratto di sospensione che permette alle imprese turistiche di lasciare a casa il lavoratore, con adeguato trattamento economico, nei periodo di crisi e che è stato osteggiato dall’INPS”.

c.s.

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