Finiscono i fondi europei per l’acquisto degli alimenti destinati a tutte le persone e le famiglie in difficoltà. Questo l’allarme della Caritas diocesana che si troverà dal 1 gennaio 2014 di fronte alla difficoltà di trovare nuove risorse per sostenere la mensa e il servizio per le persone indigenti. Il 31 dicembre, infatti, l’Agenzia europea per gli Alimenti (Agea) chiuderà definitivamente su decisione della Comunità Europea. L’amara notizia giunge in un periodo di grave crisi e disagio sociale in cui aumentano le persone in serie difficoltà economiche che richiedono un pasto e alimenti per sé e la propria famiglia.
"Il taglio dei fondi dell’UE destinati agli alimenti è legato alla normativa europea di cui eravamo a conoscenza dall’inizio dell’anno ma che è stata ufficializzata solamente un mese fa" afferma Marco Berbaldi, presidente della Fondazione Comunità e Servizi della Caritas diocesana. Ma come la Caritas affronterà la cancellazione del contributo europeo per l’acquisto degli alimenti dal prossimo anno? "Il servizio della mensa sarà comunque garantito – continua Berbaldi – porteremo avanti l’attività con le nostre risorse e cercheremo di sfruttare i contributi che arriveranno da parte di altri soggetti e associazioni. Stiamo preparando per il 2014 nuove iniziative e progetti per sostenere il centro servizi savonese".
"Con la chiusura dell’Agea si aprirà un fondo messo in campo dal Ministero al quale si potrà partecipare con bandi di assegnazione, ma è ancora tutto un’incognita – afferma Marco Giana, responsabile mensa Caritas – confidiamo che lo Stato metta mano a questo fondo, intanto stiamo già cercando nuove risorse per garantire il servizio diocesano. L’ufficialità del taglio dei fondi è arrivata a metà novembre e non c’è stata possibilità di una preparazione adeguata". Alla mensa della Caritas di Savona “vengono serviti circa 100 pasti al giorno, a persone diverse, molte delle quali ordinarie. Ogni settimana sono 90 i pacchi di viveri consegnati che raggiungono 200 persone. A registrare un forte aumento sono infatti i pacchi alimentari distribuiti ai nuclei familiari della città, dal 2012 al 2013 si è rilevato una pressione maggiore sulla consegna dei viveri".
Il taglio dei fondi: una tegola che si è abbattuta sulla Caritas, organismo sempre più legato ai servizi sociali del Comune, secondo Fausto Benvenuto, consigliere comunale di Forza Italia e vice presidente Promozione Sociale. "Secondo i nuovi protocolli della Commissione europea, il Welfare dell'Unione non potrà basarsi sulla beneficenza e sulle collette istituzionali, ma, secondo i criteri determinati in continuità con il rapporto Beveridge del lontano 1945, sopra uno stato del benessere sociale al quale l'Italia e la Grecia non si sono ancora adeguati, sostituendo sistemici aiuti alimentari ai diritti obbligati e collettivi relativi alle case popolari e alle contribuzioni dirette delle ragionerie comunali e regionali (per quanto riguarda i canoni agevolati, i sussidi di disoccupazione e le cure gratuite agli indigenti)". E arriva la critica del consigliere di Forza Italia Benvenuto: "Ancora una volta sopportiamo le grida manzoniane dei servizi sociali e della Caritas che non si rendono conto di togliere dignità ai cittadini savonesi, distribuendo gli stessi pacchi alimentari che l'Europa destina anche ai paesi sub sahariani".













