"Esprimo piena solidarietà all’onorevole Emanuele Fiano, che ho avuto il piacere di conoscere a Loano. È stato parlamentare della Repubblica nelle file del Partito Democratico, è presidente del comitato scientifico della Fondazione Fossoli e dirigente nazionale ANED. Suo padre Nedo ha vissuto l’orrore della persecuzione razziale, la deportazione nei carri bestiame e la barbarie di Auschwitz, dove fu uccisa la madre nelle camere a gas, e poi Buchenwald, da cui fu liberato dagli Alleati. Chi più di Lele Fiano ha diritto di celebrare il 25 Aprile?".
Così commenta il consigliere regionale Angelo Vaccarezza, che prosegue: "Ma agli occhi di una parte sempre più consistente della sinistra italiana, che si dichiara super partes e blatera di inclusività a ogni occasione, tutto questo non basta: Fiano, purtroppo, si arroga il diritto di avere ed esprimere una sua legittima opinione su Israele, che peraltro è spesso molto critica. Ma rimane la colpa primaria, quella gravissima: essere ebreo".
"Questo è ciò che gli impedirebbe di essere l’oratore ufficiale durante le celebrazioni del 25 Aprile ad Albenga. Se veramente il 25 Aprile vuole essere il giorno della libertà, è imperativo morale che a un diretto discendente di chi le follie del secolo scorso le ha vissute, sofferte e tatuate con un numero sulla pelle, nessuno si permetta di provare a mettere il bavaglio. Nessuno mai, e soprattutto in questa giornata, deve pensare di poter decidere chi può esprimersi e chi no. Che sia il giorno di libertà, per tutti", conclude Vaccarezza.














