Ieri, domenica 1° marzo, nella sede di Via Famagosta, si è riunita l'assemblea provinciale dei “Verdi” savonesi.
Dopo aver esaminato la situazione locale e nazionale, l'assemblea ha verificato lo stato delle trattative per la formazione di una coalizione in vista delle prossime elezioni regionali ed ha quindi incaricato i propri rappresentanti nell'Esecutivo Regionale a sostenere in modo deciso la formazione di una lista capace di raggruppare i partiti, i movimenti e forze della società civile contro la candidatura di Raffaella Paita, erede dell'azione politica della Giunta Burlando.
Premesso che i “Verdi”, come testimonia la loro azione anche nel parlamento europeo, non potranno mai avvicinarsi a forze politiche neo-fasciste o leghiste, ritengono comunque pericolose le linee programmatiche emerse dalle tante dichiarazioni della neo-candidata la quale, come Assessore all'Ambiente, ha fatto approvare una norma con possibilità di cementificare fino a tre metri dai corsi d'acqua ( D.R. 965 del 1/08/ 2013) dopo che la Liguria era stata colpita dai tragici eventi alluvionali.
Raffaella Paita, “delfina” di Claudio Burlando, rappresenta quindi la continuità di quell'azione della Giunta Regionale recentemente stigmatizzata anche dal Procuratore Capo di Savona Francantonio Granero davanti alla “Commissione Parlamentare di inchiesta sui reati ambientali”.
Il magistrato ha fatto precisi riferimenti “agli sforzi dei politici per eludere e non per risolvere” i gravi problemi relativi ai drammatici effetti dell'inquinamento ambientale, dichiarando: “la vera controparte sono diventati Regione,Comuni e Provincia” . La Magistratura, verso la quale i Verdi si sono sempre appellati, ha messo quindi chiaramente sotto accusa i politici responsabili della gestione dei provvedimenti relativi alla centrale a carbone Tirreno Power. E' arrivato quindi il momento di voltar pagina.














