Il mese di luglio è quello che dà il via alla rivoluzione nel pagamento del Canone RAI, che verrà inserito nella bolletta della luce. 100 euro spalmati in dieci mensilità, quindi in 5 bollette, maggiorate pertanto di 20 euro ciascuna.
Nella prima fattura successiva al 1° luglio 2016 sono cumulativamente addebitate le sette rate scadute del 2016. Pertanto, in sede di prima applicazione, costituiscono utenze addebitabili solo quelle che risultino residenziali e attive in data 1° luglio 2016. Dal 2017 l’addebito del canone TV avverrà con l’emissione bimestrale della bolletta elettrica.
Questa contestatissima decisione di far pagare il Canone in bolletta è la risposta a dei numeri che ci raccontano che, al 31 dicembre 2014, risultava inadempiente ben il 30,5% delle famiglie italiane. Il tasso di evasione è molto differenziato sul territorio ed è così ripartito: 26% nel Nord, 29% nel Centro Italia, 37% nel Sud e 40% nelle Isole.
I comuni più virtuosi evadono per meno del 3% (tra questi anche un paese della provincia di Agrigento); i peggiori, con un 91% di evasione, sono Robordone nel Torinese e tre comuni della provincia di Caserta, tra i quali Casal di Principe.
I dieci paesi più grandi della Provincia di Savona sono in media con le percentuali del Nord Italia. La maglia nera va alla ricca Alassio, con il 28,48 di evasione del canone. Segue Finale Ligure al 26,12, poi Andora al 24,83, Loano che raggiunge il 23,94, Albenga al 22,89 con Vado Ligure a poca distanza al 22,34. Al di sotto della media nazionale, e tra i più virtuosi del territorio, Varazze al 20,61, Savona, che si ferma al 19,46%, seguita da Cairo Montenotte al 18,65 e Carcare al 17,21.
L’evasione del canone RAI si traduce in un mancato introito di oltre 600 milioni all’anno per l'azienda.
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