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Attualità | 08 luglio 2016, 14:10

Reato di tortura, Coisp: "Se la proposta non verrà cambiata, le Forze dell'Ordine dovranno intervenire solo quando ciò non richieda l’uso della forza"

"Gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine sono disposti a tutto pur di tenere fede ai propri doveri, fino a sacrificare la vita se serve, ma dover subire anche la malevola intenzione di punirli perché fanno il loro dovere no"

Reato di tortura, Coisp: "Se la proposta non verrà cambiata, le Forze dell'Ordine dovranno intervenire solo quando ciò non richieda l’uso della forza"

“Il disegno di legge sul reato di tortura così come emerge dalle discussioni parlamentari è concepito come un insormontabile limite allo svolgimento del nostro lavoro che, normalmente, ci impone di avere a che fare con soggetti recalcitranti, violenti, pericolosi, che si oppongono con ogni mezzo al nostro intervento, con mezzi che i più neppure immaginano. Superare le resistenze e le aggressioni che subiamo quotidianamente è impossibile con la trappola dell’accusa strumentale e ricattatoria della pratica della tortura che ci pende sulla testa. Se le cose resteranno come sono adesso, allora le Forze dell’Ordine non dovranno più svolgere alcun intervento con l’uso della forza, nessuna coazione di alcun genere, nessun intervento fermo e risoluto, perché ad ognuno di essi i colleghi rischiano di finire nei guai, e pagheranno le ritorsioni di chiunque vorrà per qualsiasi motivo far loro del male, più di quanto già non accada di continuo con accuse infami, ingiuste, immotivate, che però ci sottopongono comunque alla ‘tortura’ di procedimenti giudiziari che non necessariamente abbiamo i mezzi fisici, psicologici, ed economici per sostenere”. Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito delle discussioni parlamentari sul testo della legge per l’introduzione del reato di tortura.

“Gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine - aggiunge Maccari - sono disposti a tutto pur di tenere fede ai propri doveri, fino a sacrificare la vita se serve, e la storia lo ha dimostrato e lo dimostra ogni giorno. Ma dover subire anche la malevola intenzione di punirli perché fanno il loro dovere no. E’ troppo. Se il Parlamento e dunque la cittadinanza insistono a volere un provvedimento punitivo per chi opera in difesa degli altri dovendo purtroppo normalmente usare la forza, allora questo non deve più accadere. Le Forze dell’Ordine dovranno intervenire solo quando ciò non richieda l’uso della forza, arrestare solo chi porge docilmente i polsi alle manette, lasciare gli scalmanati fare il loro comodo perché mettergli le mani addosso non si dovrà assolutamente più, in alcun modo e in alcun caso. Troppo rischioso. Qui si parla dell’ergastolo!!! Ma stiamo scherzando?”. 

c.s.

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