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Attualità | 05 maggio 2018, 15:00

Loano: la maggioranza dice "no" alle dilazioni di pagamento e "nì" allo streaming

L'assessore Rocca sul regolamento comunale relativo alle imposte: "Faremo un'apposita commissione per valutare". Il sindaco sullo streaming: "Propongo un anno di prova"

Loano: la maggioranza dice "no" alle dilazioni di pagamento e "nì" allo streaming

Recentemente, su Savonanews, abbiamo dedicato spazio a due progetti presentati al Comune da parte della lista di minoranza loanese LoaNoi. Il primo riguarda una revisione del regolamento comunale in merito di dilazioni di pagamento per le imposte (leggi QUI), mentre l’altro è la proposta di trasmettere in streaming i consiglio comunali, come altri comuni della provincia (ad esempio Pietra Ligure e Finale Ligure) fanno (leggi QUI).

Un paio di giorni fa queste proposte sono approdate in consiglio comunale. Vediamo come è andata. In merito alla dilazione di pagamento replica l’assessore al bilancio Enrica Rocca: “Qualora fosse adottata, si tratta di una procedura che comunque non entrerebbe in vigore prima del 2019. Al momento esprimiamo voto contrario, riservandoci però di valutare alcune modifiche del regolamento comunale prendendo ampio spunto dal vostro suggerimento. E stiamo meditando anche di allestire una apposita commissione preposta proprio all’analisi di queste modifiche”.

Forte delusione è espressa dal capogruppo di LoaNoi, Paolo Gervasi: “Ci auguriamo che alle intenzioni faccia seguito qualcosa di più concreto. Sinceramente mi aspettavo che la proposta venisse accolta”.

Solidarietà a LoaNoi è invece dichiarata da Gianni Siccardi, del gruppo PD/Da sempre per Loano: “Ringrazio il collega Gervasi per aver portato all’attenzione del consiglio questo importante problema sociale”.

Molte, invece, le perplessità sul progetto di streaming sollevate dalla maggioranza. Inizia il vicesindaco Luca Lettieri: “Il nostro regolamento comunale parla di sola attività documentale istituzionale. Alla fine un video sarebbe solo un allegato in più sul nostro sito; abbiamo un sito internet costantemente aggiornato e abbiamo sempre lavorato in nome della trasparenza. Abbiamo condotto un’indagine e abbiamo visto che nei comuni che hanno adottato lo streaming le connessioni non sono numericamente rilevanti, per cui non lo riteniamo uno strumento così utile”.

Alle parole di Lettieri si affiancano quelle del consigliere Francesca Mangiola: “Loano non è enorme e abbiamo avuto modo di vedere che quando ci sono delle pratiche ritenute particolarmente di pubblico interesse le persone partecipano. Sistemi di informazione ne esistono molti e le registrazioni audio dei consigli sono sempre disponibili a chiunque. E lo streaming ha dei costi, per cui facciamo un’analisi che tenga conto della reale utilità in relazione alla spesa”.

Alla fine il sindaco Luigi Pignocca propone una decisione “salomonica”: “Non stiamo dicendo di no, stiamo solo valutando tutti gli aspetti, anche se non nascondo che le cifre che ho visto mi lasciano perplesso. Un comune come Arenzano, molto simile a noi per conformazione e popolazione, vede non oltre 15 persone connesse simultaneamente, mentre Firenze, una città da oltre 380mila abitanti, vede i propri consigli comunali seguiti in media da 150 persone. Dal momento che si tratta pur sempre di soldi pubblici, anche se non sono grandi cifre, la mia proposta è quella di chiedere alla minoranza di ritirare la mozione, trasformandola in un progetto che rivaluteremo in occasione del prossimo consiglio comunale. Dopodiché facciamo un periodo di test di un anno, senza acquistare le attrezzature ma noleggiandole, e vediamo i risultati”.

Alberto Sgarlato

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