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Attualità | 24 settembre 2019, 11:30

Piattaforma Maersk, il 12 dicembre si avvicina, la Cina strizza l'occhio ma quale futuro per le infrastrutture?

L'ambasciata cinese in Italia con un tweet ha confermato l'importanza del terminal portuale ma i ritardi sulla strada di scorrimento, il casello di Bossarino e la messa in sicurezza del torrente Segno hanno portato il sindaco a scrivere al Ministro De Micheli.

Piattaforma Maersk, il 12 dicembre si avvicina, la Cina strizza l'occhio ma quale futuro per le infrastrutture?

Il 12 dicembre è una data da segnare con il cerchiolino rosso sul calendario perchè aprirà ai battenti, anche se non a pieno regime, con l'arrivo della prima nave, la piattaforma Maersk di Vado Ligure.

La grande importanza del terminal portuale vadese Apm sta nel fatto, oltre agli sviluppi economico-finanziari e le prospettive di lavoro che sta offrendo e potrebbe offrire nel futuro immediato (400 in totale i lavoratori occupati) che la Cina abbia puntato da tempo gli occhi e investito su una struttura che darà importanti sbocchi portuali per la via della Seta.

Emblematico il tweet pubblicato dall'ambasciata della Repubblica cinese in Italia: "La costruzione del nuovo #hub portuale di #VadoLigure è quasi conclusa. Lo scalo, costruito tramite fondi congiunti europei e cinesi, sottolinea la straordinaria unicità dell'Italia come corridoio preferenziale tra #Oriente e #Occidente". Con l'hashtag #Bri finale che sta a significare (Belt & road initiative), cioè la nuova Via della seta su cui punta il Governo di Pechino.

Il terminal a pieno regime potrà contare su una banchina lunga 700 metri, mentre i suoi fondali, profondi oltre 16 metri, e le banchine, di ben 4,5 metri sopra il livello del mare, consentiranno fra l’altro a Vado di accogliere ed operare le imponenti navi di ultima generazione.

Particolarmente ricca la dotazione di apparecchiature tecnologicamente avanzate che saranno impiegate nel terminal, a partire dalla gru di banchina (ship-to-shore), al piazzale Armg (Automated rail mounted gantry) e a cavaliere” (straddle carrier).

il piazzale di Vado sarà infatti il primo in Italia ad essere altamente automatizzato, con gru che opereranno in autonomia senza operatore (che dovrà intervenire solo in caso di necessità, da una sala di controllo remoto).

Permangono però i ritardi legati alle infrastrutture con al centro la strada a scorrimento veloce, il casello di Bossarino e la messa in sicurezza del torrente Segno. La richiesta di un ulteriore proroga rispetto al cronoprogramma stabilito ha fatto infuriare il sindaco di Vado Monica Giuliano che ha preparato un dossier da presentare all'attenzione del neo ministro alle infrastrutture Paola De Micheli, con la richiesta di un commissario che velocizzi l'iter bypassando così l'Autorità di Sistema Portuale.

Ma la minoranza vadese di "Vivere Vado" non ci sta: "Eppure per 5 anni il sindaco ha giurato che tutto era sotto controllo: grande capacità di affrontare i problemi, di risolverli, di portare a casa gli obiettivi previsti…e oltre. I problemi alle infrastrutture di collegamento della piattaforma non esistevano o comunque erano in via di risoluzione. Era trattato con sufficienza e tracotanza chi, come noi, continuava a denunciare pubblicamente rischi e inconsistenza delle dichiarate tutele per la cittadinanza e l’ambiente e, in particolare, aveva mostrato punto per punto le debolezze del nuovo Accordo, con impegni non sufficientemente garantiti".

*in allegato il tweet dell'ambasciata cinese in Italia

Luciano Parodi

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