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Politica | 27 settembre 2019, 15:36

Albenga, Ciangherotti: "L'amministrazione Tomatis verso la Regione non sa cercare il dialogo ma solo lo scontro"

Critiche dal consigliere capogruppo di Forza Italia su vari fronti: dalla situazione di Bastia, alla sanità, fino alla gestione dei rifiuti

Albenga, Ciangherotti: "L'amministrazione Tomatis verso la Regione non sa cercare il dialogo ma solo lo scontro"

Eraldo Ciangherotti, consigliere comunale capogruppo di Forza Italia ad Albenga, traccia un bilancio del recente consiglio comunale: “Alla prova dei fatti, l'Amministrazione Tomatis, di basso profilo politico, ha dimostrato che con la Regione Liguria, anziché prediligere la strada del dialogo per ottenere quanto più possibile per la nostra città, cerca semplicemente lo scontro per fare politica da bar sulla pelle dei cittadini.

Ieri sera, in Consiglio comunale, la bella addormentata di Bastia, al sesto anno di mandato elettorale in Consiglio comunale, si è fatta portavoce, ad autunno iniziato, di un sollecito intervento finanziario della Regione Liguria per ripristinare l’argine Torrente Arroscia in località Abissinia, danneggiato dai fenomeni alluvionali del 13-14 novembre 2014.

Mi spiace Camilla si sia emozionata sino alle lacrime, ma le hanno dato da leggere un foglietto sbagliato. Negli Uffici dei Lavori pubblici non c’è nessun progetto, né preliminare, nè definitivo né esecutivo per un’emergenza che dura da quando il Partito democratico governa Albenga. Per paura che le imminenti piogge di stagione possano creare esondazioni del fiume, la giunta comunale mette le mani avanti e cerca di addossare alla Regione Liguria le eventuali colpe per una situazione di emergenza che Albenga Vince ha sottoposto lo scorso giugno all'attenzione dell'Assessore Giampedrone, in campagna elettorale. Come si fa a strumentalizzare così il problema di un’intera frazione, quando per sistemare l'argine occorrono circa 400 mila euro di lavori che, in sei anni, non sono mai stati progettati. E, senza progetti, non possiamo partecipare ad alcun bando per ottenere finanziamenti di alcun tipo. L’assessore Giampedrone sulla base delle richieste pervenute si impegna già sin d'ora a finanziare il progetto esecutivo e mi auguro l’amministrazione Tomatis impegni con la stessa solerzia il governo, attraverso il parlamentare del Pd Franco Vazio, a stanziare più soldi all’Autorità di bacino distrettuale Appennino settentrionale.

Poi il tema sanità. Il Dottor Tomatis ha dichiarato che l'uomo è un bipede, finalmente grazie alla politica lo ha capito. A parte gli scherzi, Albenga Vince, dopo aver sentito gli enormi e ripetuti allarmismi raccontati dal sindaco medico a sostegno dell'Ospedale pubblico, già svuotato di Pronto soccorso, Ginecologia, Chirurgia, Rianimazione, Ortopedia, Laboratorio analisi dal partito democratico al governo della regione fino al 2015, ha voluto riportare l'argomento Sanità in discussione in Consiglio comunale con una mozione provocatoria, per impegnare, all'unanimità, il Parlamentare ingauno  affinchè chieda a Roma più fondi per la sanità del Ponente savonese, direttamente al ministro Speranza, suo ex capogruppo in Parlamento. L'amministrazione Tomatis, che si dichiara così allergica alla gestione privato-convenzionata del nostro Ospedale, ha rigettato la proposta campando scuse assurde. Non è vero che le specialità di nicchia non sian utili ad Albenga perchè sono quelle che migliorerebbero l'offerta del nosocomio e quindi indirettamente lo renderebbero più forte agli attacchi degli amici-nemici vicini (che non sono mancati nemmeno in questo consiglio) in una regione come la liguria dove il fondo sanitario regionale è da sempre molto ridotto e soprattutto sbilanciato sulla grande genova Già, però abbiamo capito che, se si tratta di scomodare Vazio, insomma, va bene allora condividere il progetto Toti. 


Infine sul regolamento per la gestione dei rifiuti urbani, abbiamo espresso forti perplessità perchè, per regolamento, "Con il termine porta a porta si intende un sistema che preveda in modo rilevante l’utilizzo di sacchi o contenitori destinati alla raccolta domiciliare, a livello di singole utenze o a gruppo di utenze (vedi ad esempio condomini), domestiche, purchè accessibili in modo esclusivo (ed esempio chiave, tessera ecc.)", ecco, con i nuovi contenitori è chiarissimo che quella presentata non è una "raccolta porta-porta", ma una "raccolta stradale" ad accesso controllato che dovrebbe essere una via di mezzo tra i due sistemi. Ma questo non è contemplato nella Delibera di giunta regionale, ne tantomeno nel Piano d'Ambito. Inoltre sempre una Delibera regionale, dice che, al fine del calcolo delle raccolte differenziate e del tasso di riciclaggio, si parla, seguendo le regole europee, di altre forme di differenziazione proprio per poter valutare la Tari. Questioni tecniche e burocratiche, che però non convincono appieno”.

Comunicato stampa

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