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Politica | 06 aprile 2020, 18:02

Viviamo Alassio: "Quarantena totale su due alberghi alassini e non sulla Residenza Protetta che ha contato alcuni decessi. Perché?"

Il gruppo consiliare: "Non vogliamo fare polemica ma semplicemente chiediamo che vengano tutelate le persone ospiti della struttura, i relativi famigliari ed il personale"

Viviamo Alassio: "Quarantena totale su due alberghi alassini e non sulla Residenza Protetta che ha contato alcuni decessi. Perché?"

Il gruppo consiliare Viviamo Alassio torna ancora una volta a chiedere maggiore chiarezza sulla gestione del Coronavirus nella residenza protetta alassina "Giacomo Natale" e sulle informazioni a essa correlate. Affermano i consiglieri di Viviamo Alassio:

"Compito degli amministratori è tutelare attraverso azioni e verifiche, coadiuvati dai tecnici comunali, volte a garantire la sicurezza dei cittadini appartenenti al territorio rappresentato. L'attuale maggioranza ha effettuato più volte esternazioni prive di sostanza, senza mai entrare nel dettaglio della gestione dell'emergenza all'interno della RP, evitando cosi di rispondere alle domande ed alle necessità di sapere della comunità alassina. Cercheremo noi di dare quelle risposte, tanto bramate, ai quesiti a cui non si vuole o non si sa rispondere.

I decessi di almeno 8/9 anziani residenti stabilmente all'interno della residenza "Giacomo Natale", per non parlare di 4 ospiti attualmente ricoverati negli ospedali ed altri 4 tenuti in osservazione nella struttura, a cui si aggiungono 4 decessi di anziani che usifruivano del centro diurno a cui aggiungere almeno 2 anziani ricoverati, sono da ricondursi alla pandemia di Covid-19. Il virus ha inoltre colpito pesantemente lo staff che si occupa della gestione della struttura: a noi risultano almeno 6 contagi fra infermieri ed Oss.

Che cosa è stato fatto per contenere la diffusione del contagio all'interno di una residenza in cui sono presenti persone appartenenti alle 'fasce deboli'?

Sicuramente viene monitorata la salute del personale che accede alla residenza. All'ingresso della struttura bisogna però monitorare dati ben precisi e non verificare la semplice temperatura corporea. Gli ospiti sono sicuramente controllati, come da protocollo dell'azienda Sereni Orizzonti, da parte del personale sanitario. Tuttavia i sopra citati controlli non hanno fermato il Coronavirus: si vede dalla grave situazione in cui versa ora la Residenza Protetta.

Il personale sanitario, inservienti, staff di cucina ed impiegati sono sicuramente dotati di Dispositivi di Protezione Individuale. Ma dispositivi non conformi alla normativa vigente.

Stiamo esagerando? E' sufficiente osservare le foto postate sulla pagina Facebook della struttura per notare che le maschere di protezione, quando indossate, sono per lo più non idonee, le cuffiette di protezione sono quelle che normalmente vengono utilizzate nelle cucine ed i camici monouso sembrano usati per un tempo decisamente superiore a quello consigliato. Con questo tipo di protezioni, come può il personale, preposto alla cura ed alla tutela degli ospiti, garantire l'incolumità e l'inattaccabilità dal virus nei residenti oltre che in se stessi? Che la situazione sia ben più grave di quanto esternato in queste settimane, lo si evince sempre dalle foto postate su facebook: nelle settimane passate le foto ritraevano decine di anziani intenti a svolgere attività ludiche e culturali mentre ora, negli ultimi post, le persone ritratte sono una piccola parte rispetto agli effettivi residenti nella RP.

E' stata poi effettuata la necessaria sanificazione?

Probabilmente hanno pulito gli ambienti con appositi prodotti certificati; questa operazione, che deve essere svolta quotidianamente non sostituisce la sanificazione vera e propria, necessaria alla Residenza "Giacomo Natale" per garantire vita sana e longeva ai propri ospiti. Tant'è che tutt'ora sono presenti nella struttura "Giacomo Natale" almeno 4 persone anziane che presentano i sintomi legati alla pandemia del Covid19 e che, per questo, sono state messe in isolamento preventivo: se è effettivamente questa la situazione, il personale preposto è giunto alla conclusione attraverso verifiche e controlli che hanno confermato la presenza del virus nella struttura e la sua pericolosità nei confronti degli anziani presenti.

Mettere le persone in isolamento, non vuol dire sistemarle in camere singole o in spazi non utilizzati, privi di aree sterili, in cui il virus può diffondersi pressoché ovunque: nella residenza protetta non esistono spazi in cui è possibile garantire l'isolamento come avviene in una struttura ospedaliera. Se il comune, ad inizio pandemia, ha valutato di effettuare una ordinanza con cui sono stati messi in quarantena due hotel di Alassio che ospitavano gruppi di turisti all'interno dei quali un paio di persone avevano contratto il Covid19, perché non è stato fatto altrettanto per una struttura in cui sono confermati una decina di decessi ed in numero decisamente elevato di contagiati? La scelta di non agire mettendo in quarantena la RP "Giacomo Natale" si è ripercossa sulla comunità alassina che ora con rabbia piange persone che, altrimenti, avrebbero avuto una vita ancora lunga. Noi siamo basiti, increduli, da come questa situazione è stata affrontata, con leggerezza, da parte di tutti.

Non vogliamo fare polemica ma semplicemente chiediamo che vengano tutelate le persone ospiti della struttura ed i relativi famigliari ed il personale e lo staff della RP ed i propri famigliari: sono tutti essere umani e non sterili numeri".

Comunicato stampa

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