È stato sottoscritto questa mattina, negli uffici di Regione Liguria a Genova, l’accordo quadro per la concessione della proroga della mobilità in deroga per ulteriori 12 mesi, resa possibile grazie alle risorse destinate all’Area di Crisi Industriale Complessa del Savonese.
Per Cgil, Cisl e Uil si tratta di uno strumento di «fondamentale importanza», che dal 2017 ha consentito di «accompagnare verso il pensionamento decine di lavoratrici e lavoratori rimasti esclusi dai cicli produttivi e in condizioni di particolare difficoltà occupazionale» e che ora trova continuità quale «risposta concreta per la tutela del reddito e della dignità delle persone coinvolte, offrendo un sostegno essenziale nella fase di transizione verso il raggiungimento dei requisiti pensionistici».
Pur esprimendo soddisfazione per il risultato ottenuto, le tre segreterie sindacali savonesi al contempo chiedono comunque di mantenere alta l’attenzione sul futuro dell’Area di Crisi Industriale Complessa del Savonese e sulla necessità di prorogare e rafforzare gli strumenti di sostegno pubblico a favore dell'industria del territorio.
Le organizzazioni sindacali ricordano infatti il ruolo svolto nelle mobilitazioni del 2015 e del 2016, che contribuirono al riconoscimento di questo status «attraverso le grandi mobilitazioni del comparto industriale savonese». Ragion per cui ribadiscono la necessità che «le imprese che beneficino delle risorse pubbliche messe a disposizione attraverso gli interventi di Invitalia e del Ministero debbano assumersi precise responsabilità nei confronti del territorio».
Da qui la richiesta che i finanziamenti pubblici «siano accompagnati da accordi territoriali, da intese con le aziende coinvolte e da un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, finalizzato a garantire occupazione stabile e di qualità, investimenti produttivi, sicurezza sul lavoro, tutela ambientale e ricadute positive per le comunità locali». Le risorse pubbliche, evidenziano le sigle, devono quindi essere legate a «obiettivi chiari, misurabili e verificabili nell’interesse delle lavoratrici, dei lavoratori e dell’intero territorio savonese».
In vista della scadenza degli attuali strumenti a fine anno, per le segreterie provinciali del sindacato confederale la priorità è «costruire rapidamente le intese e le interlocuzioni necessarie al fine di evitare interruzioni negli strumenti di sostegno e nelle politiche di sviluppo», con l’obiettivo di «difendere e creare nuova occupazione» attraverso il consolidamento e la crescita del sistema industriale savonese.
Le stesse posizioni sono state illustrate durante l’audizione del 26 maggio davanti alla 9ª Commissione del Senato, dove le organizzazioni sindacali hanno presentato una memoria scritta sul futuro dell’Area di Crisi Industriale Complessa del Savonese. «Nel corso dell'audizione - spiegano Cgil, Cisl e Uil - sono stati evidenziati i risultati positivi ottenuti grazie allo status di area di crisi in termini di salvaguardia occupazionale, recupero e rilancio di realtà produttive, attrazione di nuovi investimenti e creazione di posti di lavoro. Allo stesso tempo sono state segnalate le principali criticità riscontrate nella gestione degli strumenti disponibili, tra cui la complessità delle procedure per l'accesso ai finanziamenti nazionali, la lunghezza degli iter autorizzativi e la carenza di momenti periodici di aggiornamento e confronto tra le parti».
Tra le proposte avanzate figurano l’aggiornamento dell’Accordo di Programma del 2023, una gestione più efficace delle risorse residue, il sostegno ai comparti strategici dell’automotive e del vetro, il rafforzamento della cabina di regia attraverso un monitoraggio periodico degli interventi, la proroga degli strumenti di sostegno al reddito anche per il 2026 e il potenziamento delle politiche attive del lavoro mediante percorsi di formazione, riqualificazione e aggiornamento professionale.














