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Politica | 23 giugno 2026, 13:00

Finale, l’Amministrazione difende l’aggiornamento del Puc: “Nessuna nuova volumetria, solo regole più chiare”

L’assessore all’Urbanistica Luzi precisa come l’intento sia quello di “riportare tutto dentro regole trasparenti con uno stop all’uso di interventi in deroga”

Finale, l’Amministrazione difende l’aggiornamento del Puc: “Nessuna nuova volumetria, solo regole più chiare”

Dopo le osservazioni critiche sollevate dalla consigliera Simona Simonetti e dal Partito Democratico finalese sull’aggiornamento del Piano Urbanistico Comunale, è l’Amministrazione Berlangieri a intervenire per ribadire la natura e gli obiettivi della scelta approvata in Consiglio lo scorso 19 giugno.

Lo fa in una nota dove si afferma come l’impegno nel percorso di aggiornamento del Puc sia nel solco di un indirizzo volto a “porre un limite inderogabile alle volumetrie indiscriminate e garantire uno sviluppo urbanistico ordinato, sostenibile e rispettoso del territorio”.

Dal palazzo di città precisano come l’intento sarebbe quello di ricondurre entro un quadro pianificatorio stabile e trasparente gli interventi oggi consentiti in deroga, in particolare quelli previsti dal cosiddetto “Piano Casa”, strumento disciplinato dalla Legge Regionale n. 49/2009 che ha “rappresentato uno strumento rilevante per sostenere il settore delle costruzioni, favorire la riqualificazione del patrimonio edilizio e incentivare interventi di maggiore sicurezza, soprattutto nelle aree a rischio idrogeologico”. Una legge che ricordano, dall’Amministrazione, essere nata “per rilanciare l’economia locale, promuovere la sicurezza del territorio e favorire l’impiego di tecniche costruttive sostenibili, consente infatti ampliamenti degli edifici esistenti e interventi di demolizione e ricostruzione con incrementi volumetrici fino al 35%, elevabili al 50% in specifiche condizioni. Inoltre, la stessa normativa permette la delocalizzazione degli edifici con trasferimento delle volumetrie anche in variante agli strumenti urbanistici comunali”.

«Proprio questa disciplina, operativa in deroga alle previsioni volumetriche del Puc, ha consentito negli anni interventi significativi di trasferimento di volumetrie - afferma quindi l’assessore all’Urbanistica finalese, Umberto Luzi - La Legge Regionale prevede tuttavia, all’articolo 1 comma 2, che tali disposizioni vengano progressivamente recepite dagli strumenti urbanistici comunali».

È in questa direzione che si inserisce l’aggiornamento del Piano urbanistico promosso dall’Amministrazione comunale. «L’obiettivo non è aumentare le possibilità edificatorie - precisa ancora l’Assessore Luzi - bensì ricondurre entro regole certe ciò che oggi può avvenire in deroga, individuando preventivamente gli ambiti nei quali potranno essere eventualmente trasferite le volumetrie derivanti da interventi di demolizione e ricostruzione».

Dal Comune fanno sapere che le aree sono state selezionate “sulla base di criteri oggettivi e rigorosi, tra cui la compatibilità con i Piani di Assetto Idrogeologico e con i Piani di Bacino, la presenza delle necessarie opere di urbanizzazione primaria e la conformità con il Piano Territoriale di Coordinamento Paesistico”.

Per ciascun ambito sarà inoltre definita una capacità edificatoria massima, calcolata mediante la redistribuzione esclusiva delle volumetrie già previste dal Piano del 2008, “senza determinare nuovo consumo di suolo né nuove potenzialità edificatorie”.

Dall’Amministrazione precisano anche come la principale novità dell’aggiornamento consista nell’introduzione di “limiti quantitativi e norme puntuali che impediranno il ricorso indiscriminato alle deroghe. Le volumetrie non potranno più essere trasferite senza un preciso quadro pianificatorio: saranno infatti disciplinate direttamente dal Puc, con soglie massime definite e trasparenti”.

Puntualizza infine l’assessore Luzi: «Con questo aggiornamento del Piano Urbanistico Comunale vogliamo affermare un principio semplice ma fondamentale: lo sviluppo del territorio deve essere governato dalle regole e non dalle deroghe. Finale Ligure ha bisogno di una pianificazione chiara, trasparente e sostenibile. Per questo stiamo introducendo limiti certi alle volumetrie, individuando preventivamente dove potranno essere localizzati gli interventi e fissando quantità massime edificabili. Non si tratta di creare nuove possibilità edificatorie, ma di riportare all’interno del Piano Urbanistico ciò che fino ad oggi era consentito in deroga. È una scelta di responsabilità verso il paesaggio, la sicurezza del territorio e le future generazioni. Con questo intervento confermiamo quindi la volontà di coniugare la riqualificazione urbana con la tutela del paesaggio e del territorio, garantendo regole certe, trasparenza amministrativa e una pianificazione finalmente capace di governare, e non subire, le trasformazioni urbanistiche».

Redazione

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