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Curiosità | 12 maggio 2020, 18:15

L’ex Mattatoio di Alassio è approdato all’Università grazie alla studentessa alassina Alissa Boggetti

L’argomento è stato oggetto di un esame universitario della giovane laureanda magistrale in Digital Humanities (Dipartimento Ingegneria Informatica) presso l’ateneo di Genova

L’ex Mattatoio di Alassio è approdato all’Università grazie alla studentessa alassina Alissa Boggetti

La giovane alassina Alissa Boggetti, residente nel quartiere della Fenarina, laureanda magistrale in Digital Humanities (Dipartimento  Ingegneria Informatica) presso l’Università di Genova, ha scelto proprio il complesso dell’ex civico macello, come esempio di rigenerazione urbana di zone periferiche, per sostenere l’ultimo esame del ciclo di studi prima della Laurea.

Il tema è stato trattato più volte anche dal celeberrimo architetto genovese Renzo Piano, che ha progettato opere in tutto il mondo e non ultimo il nuovo ponte sul Polcevera in sostituzione del famoso Morandi crollato il 14 Agosto 2018.

La studentessa, dopo una lunga ed accurata ricerca di documentazione, fotografie,  acquisizione informazioni, ricerca di contatti, analisi di progetti ecc.. ha ricostruito  definitivamente la storia del sito scelto  elaborando  un progetto di riqualificazione culturale del territorio dal titolo: "L’Ex Mattatoio di Alassio".

L’idea alla base del progetto è stata quella di edifici storici armoniosamente inseriti in un contesto verde che non stonino, ma anzi riqualifichi tutta l’area circostante trasmettendo un senso di pace e di serenità ma con un tocco di modernità e avanguardia non diverse da quelle di una grande città europea.

Nella produzione della ragazza alassina formata da documenti e filmati, che rimarranno nella storia della struttura ed a disposizione della cultura locale, illustra una nuova, ed in parte rivoluzionaria,  idea di utilizzare l'immobile dopo la sua ristrutturazione, realizzando e costruendo un museo interattivo, unico del suo genere in Liguria.

Nei vari edifici di cui si compone la struttura, che ha cessato la sua attività di macellazione nel 1986 e sulla quale sono state tentate diverse ipotesi di recupero, prevede spazi dedicati al mito di Adelasia e Aleramo, alla storia di Alassio, all’arte, lo sport e il cinema nella città del muretto, al cibo e alla tradizione locale ed infine l’Alassio dolce vita, che l’ha resa nota nel mondo.

Una zona ristoro, nell’edificio centrale ed una zona polifunzionale nell’ex stalla bovini, completano la ricca e la validissima proposta progettuale che è stata premiata, dopo l’esposizione e l’esame del docente,  con un merito 30 e lode.

Un contributo fondamentale, nella realizzazione degli elaborati e non solo, l'ha concesso l’Associazione “U Massatoiu” che da molti anni è impegnata per il recupero della struttura, nella riqualificazione della zona e che insiste contro il degrado che lo caratterizza da molti anni, in particolare dopo il fallimento dell'appalto per la realizzazione di un teatro che si voleva costruire nei primi anni 2000.

Occorre evidenziare come le aree dell’ex mattatoio siano state decretate “di interesse culturale” da parte della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale della Liguria, in quanto vi è testimonianza di un valore storico e culturale intrinseco che è importante preservare di per sé, al di là del concetto di riqualificazione del territorio.

Sull'immobile, che "rappresenta un esempio di edilizia ad uso specialistico nonchè testimonianza dello sviluppo urbano della città di Alassio", con Decreto del 3/7/2015 è stato posta il vincolo monumentale da parte della competente Sovrintendenza dei Beni culturali.

Il complesso è oggi presente nel Catalogo Generale dei Beni Culturali, categorizzato come bene immobile con sottocategoria beni architettonici e paesaggistici, nell’ambito culturale delle maestranze locali.

La speranza, con  l'importante contributo fornito e con l'attenzione posta dalla Boggetti sul complesso monumentale, è quella di vedere iniziare e portare a termine quest’opera di ristrutturazione-recupero, attesa da più di trent’anni, che ha visto il quartiere dialogare intensamente con le diverse Amministrazioni per il lungo e complicato iter burocratico che dovrebbe finalmente, a breve, giungere a conclusione.

Questi fabbricati abbandonati e in stato d’incuria, danneggiano fortemente l’immagine della località e può offrire un’opportunità culturale e turistica di rilievo, non solo per la Fenarina stessa ma per tutta la città di Alassio.

Il quartiere è già, per sua conformazione, “sfortunato” rispetto ad altre zone e questa sarebbe una grande occasione per riqualificarlo nella sua totalità.

Il giornalista Tomaso Montanari, in un articolo del 15 aprile 2020, pubblicato su "Il Fatto Quotidiano" dal titolo: “Beni culturali, 10 idee per rilanciarli” afferma che bisogna “Intendere il patrimonio come spazio pubblico della democrazia. Si parla a cittadini, non a consumatori o clienti.” E questo è l’auspicio dell’Associazione “U Massatoiu” e di tutta la Fenarina per il recupero di questa importante parte del territorio e della struttura alassina.

Comunicato Stampa

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