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Cronaca | 11 novembre 2020, 07:30

Inchiesta su favori in Prefettura: ispettore avrebbe fatto pressioni per "ammorbidire" testimone

Colpo di scena nel processo che vede imputati l'ex vice Prefetto Andrea Santonastaso e l'ex direttore amministrativo contabile Carlo Della Vecchia

Inchiesta su favori in Prefettura: ispettore avrebbe fatto pressioni per "ammorbidire" testimone

Colpo di scena nel processo sull'inchiesta della squadra mobile di Savona sul presunto sistema di “favori” in cambio di vantaggi economici che aveva coinvolto i due funzionari della Prefettura (che erano stati arrestati nel febbraio 2017), l'ex vice Prefetto e allora commissario straordinario del comune di Borghetto Andrea Santonastaso e l'ex direttore amministrativo contabile Carlo Della Vecchia.

Uno dei testimoni che in questa vicenda è coinvolto ed ha patteggiato in udienza preliminare, infatti avrebbe ricevuto pressioni da parte dell'ispettore di polizia, imputato nel processo, il giorno prima della testimonianza avvenuta ieri pomeriggio. A comunicare la vicenda il pubblico ministero Chiara Venturi che ha informato il Tribunale su segnalazione della squadra mobile della questura.

Dopo la testimonianza (nel quale il teste ha specificato di aver preso un caffè con l'ispettore e aver parlato del processo), il giudice Marco Canepa che presiede il Collegio del Tribunale, ha acquisito così la trascrizione dibattimentale.

Il giudice infatti ha ritenuto che era emerso con chiarezza che il testimone era stato sottoposto a minaccia nel giorno precedente alla sua testimonianza, attraverso l'incontro con l'ispettore, che lo è andato a cercare presso la sua abitazione di Millesimo.

Questo fatto, sempre come specificato dal giudice, avrebbe destato particolare preoccupazione e spavento nel testimone anche per il fatto che l'ispettore fosse a conoscenza del nuovo indirizzo di casa. In quel frangente l'ispettore avrebbe fatto pressioni in relazione alla testimonianza che è sembrata connotata da alcuni elementi che hanno potuto destare sospetto, che le minacce effettuate il giorno precedente all'udienza avrebbero potuto avere efficacia intimidatoria.

L'avvocato difensore dell'ispettore Aldo Merate, durante l'udienza ha specificato che non ci sono i presupposti delle minacce e delle violenze.

 Le accuse mosse dalla Procura nei confronti degli imputati sono di corruzione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata ai danni dello Stato, rivelazione di segreti d’ufficio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso.

Luciano Parodi

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