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Cronaca | 17 novembre 2020, 17:00

Omicidio del karaoke a Savona, confermato in Appello l'ergastolo per Domenico "Mimmo" Massari

Il 13 luglio del 2019 l'uomo aveva sparato all'ex moglie Deborah Ballesio, ai Bagni Aquario di via Nizza, uccidendola con sei colpi d'arma da fuoco

Omicidio del karaoke a Savona, confermato in Appello l'ergastolo per Domenico "Mimmo" Massari

Confermato l'ergastolo per Domenico “Mimmo” Massari, il killer del karaoke, che uccise l’ex moglie Deborah Ballesio lo scorso 13 luglio sparandole in via Nizza, ai Bagni Aquario di Savona.

Questa la sentenza giunta questo pomeriggio in videoconferenza della Corte d'Assise d'Appello nei confronti dell'uomo, 54enne, che era già stato condannato alla pena massima lo scorso 11 maggio dalla Corte d'Assise.

Massari, per il quale è stata tolta l'aggravante di aver ucciso la coniuge (erano infatti divorziati), ed è accusato di premeditazione (lunga un anno), lesioni personali (aveva ferito due donne e una bambina), ricettazione, porto e detenzione abusiva di pistola (una Smith & Wesson 357 Magnum che era poi risultata come rubata), in quella notte d'estate si era vendicato contro la donna, 40enne, che si stava esibendo in una serata dedicata al karaoke uccidendola con sei colpi d'arma da fuoco uno dei quali, letale, alla testa.

Poi l’uomo, dopo una fuga durata un giorno, si era consegnato al carcere di Sanremo facendosi notare per i tre colpi di pistola sparati in aria all’ingresso della casa circondariale.

Successivamente aveva preso il via a febbraio il processo in Tribunale dove erano stati ascoltati Antonio Moio, il ventenne residente a Quiliano, che era stato costretto da Domenico "Mimmo" Massari, a portarlo al carcere di Sanremo e Giulia Costantini, 35 anni di Albisola, una sua amica che lo aveva ospitato quando era uscito dal carcere nel 2018.

Massari aveva letto una deposizione spontanea davanti ai giudici e ai giudici popolari, al pm, al proprio difensore e al legale della parte civile, dove aveva illustrato cronologicamente tutti i fatti degli ultimi anni, dall'inizio della relazione con l'ex moglie, ai soldi prestati per aprire il night "Il Follia di Altare" al quale poi aveva dato fuoco (per quel fatto aveva patteggiato tre anni e due mesi, ed era scattato il divieto di avvicinarsi a Deborah Ballesio, alla quale, fra l'altro, aveva anche incendiato l'appartamento situato a Plodio).

Poi l'uscita dal carcere nel 2018, i 15 mesi ospitato dalla sua amica e infine l'omicidio. 

 

Luciano Parodi

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