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Politica | 10 gennaio 2021, 16:17

Vaccini nelle RSA, il movimento Italia Unita denuncia: "Malcelata obbligatorietà per i pazienti"

"Chi decide non è il coniuge o un parente. La legge lascia intendere che l'antidoto vada somministrato e basta"

Vaccini nelle RSA, il movimento Italia Unita denuncia: "Malcelata obbligatorietà per i pazienti"

Il Movimento Italia Unita - Stop Europa interviene nuovamente sul tema dei vaccini anti-covid:

"Il premier Conte con il D.L. n.1 del 5/1/2021 ha emanato disposizioni urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 imponendo per alcune categorie di cittadini una malcelata obbligatorietà vaccinale Covid 19 - fanno sapere dal MIU - Noi della Segreteria del Movimento Italia Unita–Stop Europa denunciamo il sottile filo giuridico che lega quanto normato con l'art. 5 del suindicato D.L. e l'obbligatorietà vaccinale Covid-19". 

"Recita l'art.5 primo comma che, in tema di manifestazione del consenso al trattamento sanitario del vaccino anti Covid-19 per i soggetti incapaci (incapaci di intendere e di volere o incapacità fisica), i ricoverati presso strutture sanitarie assistite esprimono il consenso al trattamento sanitario per le vaccinazioni anti Covid-19 a mezzo del proprio tutore, curatore o amministratore di sostegno - continuano dalla segreteria MIU - In caso di incapacità naturale si stabilisce al comma secondo che qualora il tutore, il curatore o l'amministratore di sostegno manchino o non siano in alcun modo reperibili per almeno 48 ore, la decisione spetterà al 'direttore sanitario o, in difetto, al responsabile medico della residenza che assume la funzione di amministratore di sostegno, al solo fine della prestazione del consenso per la vaccinazione Covid-19'.

Al terzo comma poi si stabilisce che il soggetto individuato ai sensi dei commi 1 e 2, sentiti, quando già noti, il coniuge, la persona parte di unione civile o stabilmente convivente o, in difetto, il parente più prossimo entro il terzo grado, se accerta che il trattamento vaccinale è idoneo ad assicurare la migliore tutela della salute della persona ricoverata, esprime in forma scritta, il consenso alla somministrazione del trattamento vaccinale anti Covid-19 e dei successivi eventuali richiami e ne dà comunicazione al dipartimento di prevenzione sanitaria competente per territorio".

"Chiarissimo - proseguono - chi decide non è il coniuge, la persona parte di unione civile o convivente o parente entro il terzo grado ed è stato inutile arzigogolare. Al comma 10 poi si stabilisce che in caso di rifiuto della somministrazione del vaccino o del relativo consenso da parte del direttore sanitario o del responsabile medico, ovvero del direttore sanitario della ASL o del suo delegato, ai sensi del comma 5, il coniuge, la persona parte di unione civile, o stabilmente convivente, e i parenti fino al terzo grado possono ricorrere al giudice tutelare, ai sensi dell'articolo 3, comma 5 della legge 22 dicembre 2017, n. 219, affinché disponga la sottoposizione al trattamento vaccinale. Con il comma 10 ictu oculi appare chiaro che il vaccino a questi poveri pazienti che si trovano ospiti delle RSA va somministrato e basta.

La segreteria del MIU invita a riflettere seriamente perchè il passo ad imporre l'obbligatorietà vaccinale è vicinissimo, specie se pensiamo ai minori".

"Noi del MIU vogliamo essere la voce del popolo e tutelare i diritti sociali e della salute dello stesso, diventando una spina del fianco di chiunque voglia sfruttarlo e aggirarlo - aggiunge Francesco Nappi, presidente nazionale del movimento - Spulceremo ogni dpcm, ogni decreto legge e dove sarà inevitabile proseguiremo per via legale contro questi traditori della costituzione".

 

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