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Attualità | 15 gennaio 2021, 18:33

Finale, nuovi interventi per la salvaguardia di Castel Govone. E intanto l'amministrazione avverte: "Rispettare il divieto di accesso"

Interessati i percorsi interni dell'area storica e le sue recinzioni. E non manca mai qualche "curioso furbetto" che non resiste al fascino di una visita non autorizzata: "Pericoloso e illegale"

Finale, nuovi interventi per la salvaguardia di Castel Govone. E intanto l'amministrazione avverte: "Rispettare il divieto di accesso"

Fin dal 1715, dopo la scellerata demolizione genovese, l'area di Castel Govone (o Gavone) è rimasta alla mercé non solo degli eventi atmosferici, ma anche dalle persone che, con motivazioni diverse, ne hanno frequentato e continuano a frequentare (a loro rischio e pericolo) le vestigia.

Queste risultano certamente un forte richiamo per gli appassionati e per i curiosi, ma ciò non esime l'ente proprietario, che dal 1987 è il Comune di Finale Ligure, ad operarsi per la tutela e la salvaguardia dell'area.

Nel 2006 il Comune di Finale Ligure ha contribuito al recupero del maniero, data l'importanza del manufatto, grazie anche ad un cofinanziamento della Comunità Europea volto a preservare la Torre dei Diamanti e le sue rovine, in quanto trattasi di unico esempio in tutta Italia di "torre bugnata a becco di sprone".

Dopo il necessario recupero edilizio, il Comune, affiancato dal Centro Storico del Finale e dal Museo Archeologico del Finale, si è prodigato nell'opera di valorizzazione del Gavone, con visite guidate concordate, realizzazione di manufatti di protezione degli accessi e l'installazione di idoneo impianto di videosorveglianza notturno e diurno, attivo tutti i giorni, nelle intere ventiquattr'ore. Dall'esame di alcuni filmati di controllo è stato però notato, nell'area monumentale, un significativo afflusso di persone non autorizzate, impegnate in visite che li espongono a potenziali pericoli che vanno dal semplice capitombolo allo schiacciamento dovuto al pericolo di caduta di materiale lapideo: per questo l'area risulta ancora interdetta al pubblico e le visite devono avvenire esclusivamente sotto il controllo e l'accompagnamento di adeguato personale deputato. Senza dimenticare che si configura come reato”. A lanciare questo appello e monito è il sindaco finalese Ugo Frascherelli.

L'amministrazione comunale, gli enti e le associazioni interessate rivolgono quindi un accorato invito alla popolazione tutta affinché vengano rispettati i divieti e i dissuasori oggi presenti al fine di evitare spiacevoli conseguenze, da doversi irrogare ai potenziali trasgressori.

Nel frattempo l’amministrazione ha avviato le procedure per appaltare nuovi interventi presso il Castello. Interventi progettati con la collaborazione del Mudif (Museo Diffuso del Finale, ndr), e finalizzati alla messa in sicurezza dei percorsi interni all’area storica e alle sue recinzioni. Un quadro economico da circa 80 mila euro che il Comune conta di concretizzare nel prossimo semestre.

Comunicato stampa

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