In corso Italia, a Cairo Montenotte, c’è un distributore di carburanti che da decenni rappresenta molto più di un semplice servizio. È un punto di riferimento quotidiano, uno di quei luoghi che entrano nella vita del paese senza far rumore: una sosta veloce, qualche parola scambiata, la sensazione di una presenza costante mentre tutto intorno cambia.
La sua storia è lunga e profondamente radicata nel territorio. Dal 1954 al 2008 lo ha gestito la famiglia Introini; successivamente, dal 2009 fino a circa un anno fa, è passato nelle mani di Romeo Rolando, valbormidese che da giovane ha scelto di mettersi in proprio, portando avanti un’attività ormai parte della memoria collettiva della cittá. Poi, la decisione di chiudere quel capitolo e cambiare vita.
"Sono stati dei bei anni. A malincuore ho mollato, ma ora sono felice", racconta Romeo. Nelle sue parole non c’è rimpianto, quanto piuttosto la consapevolezza di un ciclo concluso dopo un lungo percorso di lavoro quotidiano, condiviso anche con il sostegno della sorella. Un’esperienza fatta di presenza costante, responsabilità e di quella continuità silenziosa che spesso sostiene le piccole imprese.
Perché fare impresa, oggi, soprattutto nelle realtà dell’entroterra ligure, è sempre più complesso. I costi aumentano, la burocrazia pesa, i margini si riducono e il contesto economico cambia rapidamente. Un equilibrio fragile, che richiede energia costante e lascia poco spazio all’improvvisazione. E proprio nel giorno del Primo Maggio, queste difficoltà assumono un significato ancora più concreto: il lavoro come fatica quotidiana, ma anche come scelta di vita tutt’altro che semplice.
Romeo questo percorso lo ha vissuto fino in fondo, trasformando il distributore in un luogo di lavoro ma anche di relazione, un piccolo presidio dove le giornate scorrevano tra abitudini e volti conosciuti. Poi è arrivato il momento di fermarsi, anche per ragioni personali e familiari, e per la necessità di immaginare un futuro diverso.
Oggi la sua vita ha preso un’altra direzione. "Adesso sono operaio e autista dello scuolabus nel Comune di Roccavignale", spiega. Un cambiamento netto, ma non una rottura: piuttosto una diversa forma di lavoro, con un rapporto altrettanto diretto con la comunità.
Il distributore di corso Italia resta lì, con la sua storia che attraversa generazioni, a ricordare che nei paesi i luoghi cambiano funzione ma non significato. Restano tracce di ciò che sono stati e delle persone che li hanno attraversati. Qualche settimana fa ha ripreso servizio, riaprendo non solo un’attività commerciale, ma anche un pezzo di storia cittadina.
E forse è proprio questo il filo più autentico: il lavoro che cambia, le strade che si trasformano, ma un territorio che continua a raccontarsi attraverso chi lo ha vissuto, anche solo per un tratto del cammino.














