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Politica | 18 febbraio 2021, 09:03

Fiducia al Governo Draghi, il savonese Mantero (MSS) vota contro: "Uomo della supremazia della finanza sui popoli, delle privatizzazioni e dell’austerità"

15 i voti contrari in Senato dei pentastellati. "Non smetterò di essere del M5S e non faccio parte di nessuna corrente"

Fiducia al Governo Draghi, il savonese Mantero (MSS) vota contro: "Uomo della supremazia della finanza sui popoli, delle privatizzazioni e dell’austerità"

"Questo governo è quanto di più distante dalla nostra visione di futuro, dai nostri valori, dai nostri programmi. Non è per riportare al governo Forza Italia, non è per dare il ministero dello sviluppo alla Lega, non è per consegnare il paese ad un commissario che i cittadini ci hanno votato. Per questo non darò la mia fiducia".

Il senatore savonese del Movimento 5 Stelle Matteo Mantero aveva annunciato con queste parole il suo voto di sfiducia al neo Governo del presidente del consiglio Mario Draghi. Una linea alla quale hanno fatto seguito anche gli altri 14 voti contrari dei suoi colleghi pentastellati (tra i quali Barbara Lezzi e Nicola Morra), otto invece non hanno partecipato alla votazionr (solo 2 gli assenti giustificati).

"Durante la campagna elettorale per le politiche del 2013, la prima come capolista, nelle mie scarse performance parlavo di come la finanza internazionale stesse cercando di stabilire la propria supremazia sulla politica e suoi popoli, raccontavo del Club Bilderberg, del Panfilo Britannia sul quale Mario Draghi e Romano Prodi hanno concordato con finanzieri e banchieri le privatizzazioni che avrebbero generato la crisi del nostro paese regalando grandi guadagni ai privati" precisa Mantero.

"Mi sono avvicinato al M5S e alla politica attiva, ormai 10 anni fa, perché quel movimento rivoluzionario era nato proprio per contrastare lo strapotere dell’economia sulle persone, la supremazia del PIL sul benessere, per combattere le politiche di austerity che hanno messo in ginocchio tante famiglie. Il nostro movimento è nato per ridare voce alle persone, per riavvicinarle alla cosa pubblica" continua l'esponente di Savona del M5S.

"Credo che sia stato un grande errore avviare una trattativa ben sapendo che la stragrande maggioranza dei parlamentari era contraria a questo governo. Dire no fin da subito al governo Draghi avrebbe riaperto, io credo, ad un governo politico riportando in gioco Conte. Ma non è stato così. Il presidente Draghi ha detto che privatizzazioni e austerità erano figlie della loro epoca, Draghi è stato allievo di due importanti keynesiani, anche se poi ha seguito le politiche iper liberiste di Friedman. John Maynard Keynes disse 'Quando i fatti cambiano, io cambio la mia opinione'. Spero vivamente che sarà così, spero di essermi sbagliato e voterò favorevolmente tutti i provvedimenti che andranno nella direzione della transizione ecologica, della salvaguardia sociale, della difesa dei lavoratori e delle imprese, dell’accrescimento dei diritti. Ma quello che contano sono i fatti e ad oggi i fatti ci dicono che Draghi è l’uomo della supremazia della finanza sui popoli, l’uomo delle privatizzazioni e dell’austerità" puntualizza Mantero.

"È inutile dire che è stata una scelta sofferta, anzi in realtà la scelta mi è parsa scontata da subito, ma è stato difficile trovare la forza di potarla avanti. Oggi non smetterò di essere del M5S, non smetterò di portare avanti i principi e valori con cui siamo nati per questo non sosterrò un governo che ritengo pericoloso. Ps: non faccio parte di nessuna corrente, non sono vicino a nessuno o sono vicino a tutti, non parteggio per nessuna fazione. Provo nel bene o nel male a pensare con la mia testa" conclude Matteo Mantero che non ha intenzione di lasciare il partito nel quale è stato eletto nel 2013 alla Camera.

Luciano Parodi

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