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Economia | 08 marzo 2021, 14:13

Smaltimento di pneumatici in disuso, CNA: "Situazione immutata, se non peggiorata"

Il presidente ligure del settore autoriparazioni, De Ambroggi: "Nessun miglioramento dai provvedimenti assunti dal Ministero dell'Ambiente"

Smaltimento di pneumatici in disuso, CNA: "Situazione immutata, se non peggiorata"

Nessun sollievo per i gommisti, a quasi un anno dall’entrata a regime delle nuove disposizioni che regolano la raccolta dei PFU.

Lo scorso aprile, infatti, il Ministero dell’Ambiente, dopo anni di gestazione, aveva licenziato il decreto che avrebbe dovuto migliorare le regole di gestione della raccolta dei pneumatici a fine vita.

"Il nuovo decreto purtroppo, insieme alla circolare di dicembre 2020 del Ministero dell’Ambiente, che ha disposto l’obbligo per i soggetti preposti al ritiro di aumentare il target dal 15% al 20%, di fatto non sta apportando nessun sensibile miglioramento e i piazzali delle officine continuano ad essere pieni di PFU, esponendo le imprese a pesanti sanzioni" afferma amaramente Matteo De Ambroggi, presidente CNA Autoriparazione Savona e portavoce regionale del settore per CNA Liguria.

Al mancato miglioramento – continua De Ambroggi – si aggiungono le difficoltà nate dalle nuove classificazioni degli pneumatici dettate dal nuovo decreto, che ha apportato una suddivisione degli stessi in tre macro categorie (piccoli, medi e grandi) a loro volta suddivisi in 15 sottocategorie. Quest’ultimo aspetto, unito al diverso costo del contributo ambientale PFU applicato dai vari consorzi, sta creando non poche difficoltà di gestione dovendosi riversare sull'utente finale che naturalmente poco comprende la ragione per cui esistano queste differenze di contributo".

"Da sottolineare anche il fatto che queste nuove classificazioni hanno comportato degli aumenti significativi del contributo che in alcuni casi arriva fino al 113% rispetto alla quota precedente. Un aumento a cui non corrisponde un reale incremento dei quantitativi raccolti dai sistemi collettivi deputati" prosegue il rappresentate della divisione autoriparazioni.

Il rappresentante di CNA aggiunge poi: "Constatiamo, inoltre, che la situazione è resa ancora più caotica per la poca trasparenza dimostrata da diversi soggetti deputati al ritiro, i quali contravvenendo agli obblighi di comunicazione e di rendiconto, imposti dalla norma, aggravano la già grave situazione del settore dei ritiri".

E infine l’appello della Confederazione nazionale dell’artigianato nel nome del delegato nazionale gommisti, Giuseppe Calì: “Per tutti questi motivi il coordinamento nazionale gommisti CNA, auspica un intervento affinché vengano rispettate le nuove regole da parte di tutti i soggetti interessati alla gestione dei pneumatici a fine vita, e che vengano garantite maggiori e puntuali verifiche sui soggetti esteri che immettono pneumatici sul nostro mercato e in particolare sulla loro nomina di un rappresentante che comunichi i quantitativi immessi e la loro modalità di gestione. Sono necessarie, infine, delle semplificazioni sulle nuove classificazioni in modo da regolarizzare la normale gestione delle quote degli pfu. La corretta gestione dei PFU rappresenta un tassello fondamentale per l’economia circolare, in linea con gli obiettivi che stanno alla base del neo-ministero della transizione ecologica”.

Redazione

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