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Politica | 18 ottobre 2021, 16:27

"Malamovida e rivolta dei residenti" a Savona

Di Mimmo Lombezzi

"Malamovida e rivolta dei residenti" a Savona

Per dare una definizione corretta della “Movida” – cioè di quella deregulation che istaura di fatto la legge del più forte  – servirebbe forse la penna di Elias Canetti. Il primo effetto della resa dello stato, ciò che Canetti chiamava la “Muta di caccia”, è una mutazione della “Muta di sbornia”: branchi di ragazzi ubriachi che si pestano e si inseguono scagliandosi addosso qualsiasi oggetto. E’ lo scenario che descrivono i cittadini di Savona che  vivono intorno alla Darsena.

“Non ce l’ho con i locali  per carità - racconta Gianni che vive nel quartiere - anche io gestivo un locale e sto vicino a 'Fuori tutti' dove hanno ottime birre, non fanno musica e sono gentilissimi. Il problema è quando i locali chiudono, perché i ragazzi si spostano di qualche metro, accendono i ‘cubi’ e continuano la nottata, lasciando i bicchieri sulle barche o pisciandoci dentro. Una mia conoscente per uscire dal portone deve chiedere il permesso all’ultima comitiva accampata sulle sue scale”.

Ogni due sere, raccontano i residenti, in Darsena c’è una rissa, alcune animate da piccole bande di italiani, egiziani o albanesi che si contendono donne e territori. L’ultima, scatenata da minorenni ubriachi alle 10 di sera, è stata sedata dai titolari  della “Piccola cucina ligure” perché  i contendenti finivano sui tavoli degli avventori. 

“In Darsena ci sono nata – racconta Paola (pensionata) - e come zona mi piacerebbe molto, ma di sera, quando tutti i locali sono aperti, è diventata invivibile e dopo l’ una di notte infrequentabile. Una mia vicina, una giovane signora che fa i turni in ospedale, alle 3 del mattino, non sa mai cosa può incontrare. Ogni notte c’è una rissa e sono fuori controllo:  si lanciano i tavolini, sedie, bottiglie”.

“Il mio problema è il dopo-movida – racconta Graziella (negoziante) che abita nel centro storico – quando i locali chiudono, c’è la gente che arriva ubriaca dalla Darsena e si infratta in una piazzetta, vicino alla chiesa di S.Pietro Apostolo. Pisciano, vomitano, schiamazzano e bestemmiano. Si fanno le canne (ma sulla carta stagnola bruciano anche altri ‘additivi’) poi saltano sulle macchine oppure dilagano verso Piazza Pertini, e fanno musica con le casse”. 

Ad alcuni metri dalla Darsena, i residenti raccontano di un locale che tiene sveglio un intero palazzo e di persone anziane con l’esaurimento nervoso perché non riescono a dormire. Prima di ogni messa, le volontarie della parrocchia, lavano la strada e il sagrato, raccogliendo bicchieri bottiglie e “residui” di ogni genere. Il ricorso a un legale non ha prodotto nessun risultato . 

“In via  Gramsci – racconta Giuseppe, insegnante - c’è un locale “etnico” – frequentato da arabi ed ecuadoriani - che tiene aperto sino alle 5 del mattino. Sino alle 5 del mattino c’è gente che ride e parla a voce altissima e fa musica con i cubi. Va bene dire ‘poveri ragazzi, sono stati chiusi a lungo per il lockdown!’ , ma bisogna anche pensare a chi ha bisogno di dormire perché va a lavorare. Che città è quella che ai giovani offre come unica occasione di sfogo la possibilità di ubriacarsi e fare i bulletti?”. 

“Quando siamo tornati a vivere qui – aggiunge Gianni - abbiam rifatto tetti e facciate di palazzi davvero malconci, ma negli ultimi anni il valore delle case si è abbassato, proprio per questi motivi. Nessuno oggi verrebbe a vivere in Darsena. Penso anche ai clienti dell’NH Hotel, che è bellissimo ed è a due passi dalle navi e dai ristoranti, ma dai palazzi contigui chiamano la polizia tutte le notti, perché ogni notte c’è una rissa”. 

Il karaoke tiene svegli i residenti della Darsena. Carole Petit è una cittadina di origine francese che vive a Savona da alcuni anni, ed è anche l’unica residente che accetta di parlarne ‘mettendoci la faccia’, il che la dice lunga sul clima di intimidazione che vivono gli abitanti del quartiere. 

“Il karaoke – racconta - costringe tanti abitanti della zona a vivere per tutta l'estate, con un rumore in casa che supera ogni limite di sopportazione anche con le finestre chiuse: urla stonate a un volume smodato fino a mezzanotte...! Come è possibile che un’ attività di Karaoke outdoor in zona abitata abbia ottenuto i permessi per le sere di giovedi e domenica!? Ho provato a parlare al proprietario del locale, ma ha reazione è stata fra il dispetto e l’indifferenza. Una sera in cui gli ho chiesto di abbassare il volume, mi disse che il karaoke stava per finire, ma andò avanti lo stesso”.

“Con mio fratello parlavamo di questi problemi in una panetteria – racconta sempre Paola - e un ragazzo ci ha detto : ‘Beh ormai, alla vostra età potreste anche andarvene a vivere a Bardineto (nell’entroterra ndr)’. Ma io sono nata qui…. avrò ancora il diritto di dormire? Sono 4 anni che viviamo in questa situazione!”.

Se oggi si volesse dare un’immagine simbolica del fenomeno chiamato ‘Movida’ e dei rapporti di forza che produce basterebbe filmare la scena che in Darsena si ripete ogni fine settimana: ogni venerdì e ogni sabato il gestore di un bar accende enormi casse che irrorano musica disco sul quartiere e nelle stesse ore, un sessantenne, malato di cuore, a 300 metri di distanza, passa la notte alla finestra perché tanto sa che non potrà dormire sino alle 3 del mattino successivo.

"Da quanto durano le mie notti insonni? – aggiunge Giovanna - da quando hanno riaperto a giugno. Venerdi e sabato e a volte giovedì e domenica, il bar mette su DJ set, luci psichedeliche e casse rivolte verso la piazza, che essendo tutta di cemento riverbera  il suono più che mai. Quando al DJ-set si aggiunge il karaoke del ristorante contiguo gestito da cinesi, l’ insieme è terribile".

“Ho scritto due volte ai vigili – racconta Franca - che alle due e mezza di notte c’è musica a tutto volume. Un vicino si è affacciato al balcone ha gridato  : ‘La vogliamo smettere con sta musica?’. La macchina della polizia era sotto e di certo lo ha sentito, ma se ne sono andati”. 

Raccolte le testimonianze dei residenti di 4 o 5 palazzi che danno sulla Darsena, vado a sentire il gestore del bar.

d-“I residenti si lamentano per la musica troppo alta”.

r-“Ho capito ma se io non faccio musica il fine settimana non si lavora”.

d-“Nessuno le dice di non far musica. Basterebbe che la sentissero gli avventori ma qui la sentono a tre palazzi di distanza”

r-“No. Non è possibile a tre palazzi di distanza!” 

d-“Ho sentito diversi residenti, la sentono addirittura in piazza dello “Scaletto”

d-“Quindi cosa bisogna fare?”

r-“Questo è quello che io chiedo a lei”

r-“Abbassare un po', ma abbiamo già abbassato direi abbastanza la settimana scorsa. Non penso che questa lamentela sia della settimana scorsa”

d-“Riguarda tutta l’estate, da giugno sino ad ora”

r-“Non so. Faremo uscire qualcuno a misurare i decibel e vediamo sino a che punto possiamo…” 

d-“Ma c’è bisogno di misurare i decibel? Non bastano le orecchie?” 

r-“Sì, certo che si sente con le orecchie però non possiamo mettere una musica di sottofondo, anche perché i ragazzi il venerdì e il sabato qua ballano , si divertono”

d-“Se si limitasse alla piazza..”

r-“Giustamente da qua io non mi rendo conto che potrebbe dar fastidio ai palazzi di fronte, ma che arrivi dove dice lei ho i miei dubbi”

d- “Ho sentito i residenti di quattro palazzi”

r-“Guardi farò così : venerdi e sabato andrò a farmi un giro dove dice lei in via Chiodo, in via Baglietto e sentirò con le mie orecchie” 

d-“Capisco che c’è stato il Covid e molti non hanno lavorato..”

r-“Compreso io..”

d-“Compreso lei, ma qui nel quartiere ci sono dei malati. Persone con problemi di salute gravi. Io conosco personalmente un anziano con gravi problemi di cuore che da giugno, quando lei alza la musica , deve restare sveglio sino alle 3 del mattino”

R-“Questo mi dispiace…”

d-“In un palazzo contiguo, c’è una persona che ha l’Alzheimer e al mattino ha le occhiaie che gli arrivano fino alle ginocchia perché viene tenuto sveglio tutta la notte!”

r-“Porca miseria! Certo, è un bel problema. Mi dispiace, però , giustamente, come posso sapere … tutti problemi delle persone? Voglio dire , io faccio io mio lavoro… Non vado a indagare…”

d-“Appunto, ma io le segnalo…” 

r-“Lei ha fatto benissimo a dirmelo. Terremo ancora più basso. Sospendere la musica , non posso sospenderla” 

d-“ Le parlo come persona: le dico c’è una persona col mal di cuore che viene tenuta sveglia da giugno…”

r-“Ne terrò conto sicuramente. Le dico: mi farò un giro di là a capire … Se lei me lo dice le credo”.

d-“Sono i residenti di quattro palazzi che si lamentano” 

r-“Strano che non me lo abbiano detto. Qualche volta son venuti anche i vigili ma non mi hanno detto niente. Ne terrò conto sicuramente già da domani sera terremo più bassa la musica”.

Due consiglieri dell’opposizione Mauro Dell’Amico e Marco Ravera avevano fatto un’interrogazione che si è arenata.

“Ho parlato con il capo dei vigili Igor Aloi – racconta Mauro Dell’Amico – mi ha detto dice che quando manda una pattuglia i gestori dei locali abbassano la musica per 5 minuti ma poi la rialzano”.

“Chiami il 112 – racconta Giuseppe l’insegnante – e ti risponde che tutte le pattuglie sono impegnate. Dieci chiamate alla polizia locale non hanno prodotto nessun intervento, è bastata una sola chiamata ai carabinieri e sono venuti, ma se ti distruggono a calci i retrovisori, loro stessi ti dicono di chiamare i vigili. Spezzo una lancia a favore dei vigili perché sono solo 33 e non riescono a fare il turno di notte”.

Mentre scriviamo i residenti della Darsena stanno raccogliendo le firme per chiedere al prossimo sindaco di tutelare il loro diritto a vivere ancora in città. In poche ore ne hanno già raccolte 500.

Mimmo Lombezzi

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