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Attualità | 21 ottobre 2021, 09:22

Obbligo green pass, disagi ma situazione sotto controllo in Ata. Tapparini: "Non ci sono defezioni importanti, situazione comunque sempre al limite"

L'amministratore unico della partecipata che gestisce i rifiuti a Savona aveva lanciato l'allarme per la presenza di una trentina di lavoratori senza green pass

Obbligo green pass, disagi ma situazione sotto controllo in Ata. Tapparini: "Non ci sono defezioni importanti, situazione comunque sempre al limite"

"Non ci sono defezioni importanti ed è presente solo qualche minimo disagio soprattutto nei classici momenti di picchi, considerando che la situazione è sempre al limite e seppur piccole differenze creano problemi".

A dirlo è Gianluca Tapparini, amministratore unico di Ata, società partecipata del comune di Savona che si occupa della gestione dei rifiuti, che la settimana scorsa aveva lanciato l'allarme per la presenza di una trentina di lavoratori che senza green pass dal 15 ottobre (giornata nel quale è scattata l'obbligatorietà per i dipendenti) devono sottoporsi al tampone ogni 48 ore e altri invece hanno deciso di utilizzare le loro ferie. Una situazione che poteva creare più di una problematica nella gestione della pulizia della città.

"Fra tamponi e assenze limitate la situazione è comunque sotto controllo, dai controlli a tappeto che stiamo effettuando risultano tutti in regola - ha proseguito Tapparini - il rischio è che ci fosse una percentuale di incidenza alta, che esiste ed è parzialmente drammatica e qualche effetto si è visto, però non è così straordinaria".

La pulizia della città nel frattempo ha, come molto spesso avviene, delle carenze soprattutto nella giornata del lunedì e durante la settimana permane comunque stabile.

 

"Purtroppo, gestendo un'azienda pubblica commissariata, non è nei miei poteri disapplicarla o contestarne la legittimità nelle sedi competenti. I nostri dipendenti, come per tanti altri settori, hanno numerosi obblighi che rispettano con diligenza e convinzione, perché qualcuno competente e esperto ha valutato cosa sia giusto e necessario per la loro salute - questo era stato il grido d'allarme dell'amministratore unico la settimana scorsa - In questo caso invece lo Stato ha lasciato a lavoratori, datori di lavoro, ai cittadini tutte le responsabilità che lo Stato stesso non si è voluto assumere. Tutto questo genera dubbi, incertezze, contrasti tra le persone e difficoltà di applicazione di regole incoerenti e variabili creando così situazioni di disagio con ripercussioni pesanti su tutti".

Ata essendo un'azienda in concordato, sotto la vigilanza del Tribunale, non può accollarsi il costo di tamponi ripetuti per molti dipendenti e allo stesso tempo non è in grado di sostituire tempestivamente personale esperto e formato nelle varie attività che la società svolge.

Luciano Parodi

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