"I forni crematori attuali sono sufficienti eppure i comuni hanno interesse economico a svilupparne sapendo che i defunti di altre province limitrofe alla Liguria verranno qui a farsi cremare. Si tratta di tutelare la salute dei cittadini e non l’economia di alcune amministrazioni".
Lo ha detto il consigliere regionale del Gruppo Misto (Azione) Sergio Rossetti a proposito della volontà di alcuni Comuni, come Genova, di aprire nuovi forni crematori a fronte di gravi ritardi nella stesura del piano regionale.
"Ancora una volta abbiamo chiesto all’assessore alla Sanità Angelo Gratarola e quello all’Ambiente Giacomo Giampedrone perché Regione Liguria non si doti del piano di coordinamento dei forni crematori - dichiara Rossetti -. Sono veri e propri inceneritori, lo dicono i tribunali, quindi inquinanti. La risposta è stata che dopo un anno e mezzo il gruppo tecnico regionale sta valutando i criteri: è evidente che c’è un input politico che impedisce ai tecnici di finire il loro piano e consentire al Consiglio Regionale di fare programmazione, compito istituzionale della Regione".
"Forse l’assessore alla Sanità - conclude Rossetti - si è un po’ consolato perché i liguri si fanno curare fuori regione ma, permettetemi la battuta, quelli delle altre regioni si faranno cremare in Liguria: avremo le cure fuori e le cremazioni in attivo nella nostra regione".
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