Sono circa quattro anni che il fenomeno è in corso, ma la tartaruga Caretta caretta non smette di stupire con quella sua preferenza di nidificare sulle nostre spiagge. I lidi liguri sono sempre più gettonati: ben 11 luoghi di deposizione delle uova su quasi 600 nidi nel litorale italiano, in aumento del 30% rispetto allo scorso anno. Ed un numero ancora parziale, a estate in pieno corso.
L'aumento delle nidificazioni è attribuibile a una duplice dinamica. Da un lato, l'impatto dei cambiamenti climatici sta spingendo le Caretta caretta a nidificare con crescente frequenza nel Mediterraneo occidentale. Dall'altro, si evidenzia l'efficacia delle attività di monitoraggio e sensibilizzazione ambientale, frutto dell'impegno di una rete capillare composta da volontari, ricercatori, associazioni e aree marine protette.
Il 2025 si sta rivelando un anno eccezionale per la Liguria, dove è stato accertato un numero record di 11 nidi. La stagione è iniziata il 19 giugno con una nidificazione a Celle Ligure, proseguita pochi giorni dopo nella Baia delle Favole di Sestri Levante, e ancora ad Arma di Taggia; altri nidi sono stati scoperti a Savona a Zinola, Sarzana, Imperia, Varazze, Laigueglia (con due nidificazioni), Riva Ligure e, infine, ad Alassio il 30 luglio.
Tradizionalmente, le principali aree di nidificazione della Caretta caretta erano concentrate sulle coste orientali del Mediterraneo: Grecia, Turchia e Libia in particolare. Oggi, invece, si registra una progressiva espansione verso l'Occidente, che coinvolge anche le coste di Francia, Spagna e, in maniera crescente, dell'Italia. Lo spostamento è legato all'aumento della temperatura delle acque mediterranee, che si stanno riscaldando a un ritmo più rapido rispetto alla media globale, raggiungendo in estate punte anche di 30 °C. Condizioni che stanno modificando le preferenze delle tartarughe nella scelta dei luoghi per la deposizione delle uova.
Per garantire la sicurezza dei nidi e raccogliere dati essenziali alla ricerca scientifica, ogni sito di deposizione viene attrezzato con un data logger, strumento che registra costantemente la temperatura interna del nido. L'area viene poi delimitata e sorvegliata per evitare l'accesso di animali, curiosi o eventuali fonti di disturbo. In prossimità della schiusa — che in genere avviene tra i 40 e i 45 giorni dalla deposizione — viene allestito un corridoio protetto fino al mare, e si attiva un presidio anche notturno, volto a tutelare le piccole tartarughe nel loro delicatissimo primo viaggio verso l'acqua.
La gestione e il monitoraggio dei nidi sono affidati esclusivamente a enti autorizzati dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. In Liguria le operazioni sono condotte da Arpal e dall'Acquario di Genova, in coordinamento con le autorità marittime.
Come comportarsi in caso di avvistamento? In presenza di una tartaruga marina che sta deponendo le uova, o qualora si notino tracce sospette sulla sabbia, è fondamentale contattare immediatamente la Guardia Costiera (1530) o il numero di emergenza 112. Il caso viene poi segnalato al Gruppo Locale Intervento Tartarughe (GLIT), responsabile della corretta gestione del nido e degli interventi successivi.
Un aspetto affascinante, ma spesso ignorato, della biologia della Caretta caretta riguarda la determinazione del sesso dei nascituri, che avviene in funzione della temperatura della sabbia durante l'incubazione. In condizioni di incubazione a temperature inferiori ai 28 °C, si sviluppano prevalentemente esemplari maschi; al contrario, temperature superiori ai 32 °C portano alla nascita quasi esclusiva di femmine. Nel range intermedio (28–32 °C), il risultato è una distribuzione più bilanciata tra i sessi. Anche altri fattori ambientali, come l'umidità della sabbia, possono influenzare il processo.
Questo fatto rende evidente l'importanza di monitorare con precisione le condizioni microclimatiche dei nidi: variazioni anche lievi possono alterare in modo significativo la composizione demografica delle future generazioni, con potenziali impatti sulla conservazione della specie.
Le tartarughe marine rappresentano un patrimonio naturale di straordinario valore. Proteggere i loro siti di nidificazione significa difendere la biodiversità del Mediterraneo e contribuire alla sopravvivenza di una specie fortemente minacciata, custode della salute e dell'equilibrio dei nostri ecosistemi marini.




































