Riceviamo e pubblichiamo queste considerazioni dal Direttivo del "Comitato Territoriale per la salvaguardia del territorio e la tutela della popolazione e delle attività produttive", sul progetto del raddoppio ferroviario Finale-Andora.
"Lo spostamento a monte può essere considerata un'opera ingegneristicamente ambiziosa, ma socialmente divisiva, dove si mette in contrasto la legittima voglia dei loanesi di non essere più in ostaggio dei passaggi al livello e il sacrosanto diritto degli albenganesi di difendere le proprie case, le aziende e l‘ambiente.
Tracciato, a dire dei progettisti, più veloce ed efficiente sicuramente per il traffico a lunga percorrenza. Cancellare quattro stazioni su otto vuol dire dimezzare le opportunità per il traffico locale, non solo turismo, ma anche i collegamenti utilizzati giornalmente da pendolari e studenti.
Giovani ed anziani che, non hanno ancora o non hanno più la possibilità di guidare un’auto, si troveranno senza servizi essenziali. Le scuole dovranno farsi carico di effettuare collegamenti tra la periferia e il centro per permettere ai ragazzi di raggiungere gli istituti, costo per molti insostenibile.
Esempio eclatante, la provincia di Imperia, dopo lo spostamento a monte dei binari, detiene il record europeo per abbandono scolastico degli istituti superiori (22,29%), causa che va ricercata anche nell’impossibilità di raggiungere i plessi in modo facile e autonomo.
Stazioni incustodite e disperse nelle periferie, rischiano di diventare insicure e pericolose, e possono dissuadere gli utenti all’utilizzo del treno.














