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Politica | 09 settembre 2025, 10:50

L'opposizione sul "caso" Di Padova : "Un passo indietro della vice sindaco sarebbe la scelta più opportuna"

La richiesta in un documento firmato dai capigruppo di minoranza Orsi, Scaramuzza, Meles, Santi e Arecco

L'opposizione sul "caso" Di Padova : "Un passo indietro della vice sindaco sarebbe la scelta più opportuna"

Un passo indietro è quello che viene richiesto alla vicesindaca Elisa Di Padova, dopo il caso che l'ha riguardata  lo scorso agosto, quando era alla guida della sua vespa e, in seguito ad un incidente è risultata positiva all'alcol test  con un tasso alcolemico di 1,91 (il massimo è 0,50). A non firmare il documento, non un atto ufficiale come una mozione ma una dichiarazione congiunta,  i consiglieri Luca Aschei e Angelo Schiurru, mentre è stato firmato da Fabio Orsi (PensieroLibero.zero), Maurizio Scaramuzza (Lega) , Massimo Arecco (FdI), Manuel Meles (5Stelle) e Piero Santi (insieme per Savona).

"È trascorso ormai quasi un mese dal grave incidente che ha coinvolto Elisa Di Padova e sua figlia.- scrivono - Come è stato giusto fare, in quei giorni abbiamo espresso a lei, come persona e come madre, tutta la nostra vicinanza umana, condividendo la preoccupazione e la sofferenza che qualunque genitore avrebbe provato in quelle circostanze. Oggi, fortunatamente, la figlia di Elisa sta bene e anche per lei la ripresa fisica procede positivamente. È quindi venuto il tempo di affrontare la questione pubblica e istituzionale che rimane aperta. Sì  perché Elisa non è solo una cittadina, ma è anche il vicesindaco e l'assessore Elisa di Padova con deleghe all’istruzione e alle politiche giovanili".

"Sono incarichi - proseguono - che richiedono credibilità, autorevolezza e un esempio coerente rispetto ai valori che si proclamano. È evidente che l’episodio accaduto, al di là del percorso giudiziario che seguirà il suo corso, lascia una frattura difficile da ricomporre sul piano istituzionale. Colpisce, in questo senso, il silenzio assordante del Sindaco e il balbettare imbarazzato del Partito Democratico, sempre pronti a dispensare patenti di “cittadini modello”, ma incapaci di assumersi le proprie responsabilità. Il messaggio che passa non è accettabile: come se l’accaduto fosse irrilevante o, peggio, come se si potesse continuare come nulla fosse".

"Non intendiamo speculare su una vicenda personale dolorosa - aggiungono - ma non si può dimenticare che chi ricopre ruoli di responsabilità pubblica deve accettare anche il peso delle proprie azioni. Si tratta non solo di profili penali o civili, ma soprattutto di responsabilità etica verso la comunità. La legge non impone oggi, in questa fase, un passo indietro a Elisa Di Padova. Ma il rispetto per l’istituzione che rappresenta e per i cittadini a cui si rivolge quotidianamente, in particolare giovani e famiglie, renderebbe questa scelta opportuna. Siamo convinti che l'Assessore di Padova  sia la prima a sapere di aver tenuto un comportamento sbagliato che la politica, a ogni livello e da ogni schieramento, deve o dovrebbe contrastare con forza, e saprà quindi valutare con lucidità che rimanere al suo posto costituirebbe un cortocircuito difficile da sostenere".

E concludono : "Non presenteremo mozioni di sfiducia perché riteniamo che la scelta spetti a lei e confidiamo che prevalga il buon senso".

Elena Romanato

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