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Al Direttore | 23 settembre 2025, 08:14

"Pd, basta critiche, serve autocritica e un vero cambiamento"

Lettera

"Pd, basta critiche, serve autocritica e un vero cambiamento"

Riceviamo e pubblichiamo: 

"Ho già scritto una volta in merito a sanità, lavoro e maltempo e, a dire la verità, non so se il mio pensiero sia stato pubblicato o meno. Quindi ecco qui le mie brevi considerazioni: trovo singolare che, ogni qualvolta si verifichi un evento atmosferico di un certo rilievo, qualche esponente del Pd intervenga a stigmatizzare ciò che non va, dimenticando che il Pd ha governato la Liguria, la provincia di Savona e i comuni interessati da questi eventi".

"Non riesco a comprendere se questi signori provino vergogna a criticare chi in questo momento governa (peraltro in modo approssimativo e piuttosto confuso) senza ricordare i danni causati dagli amministratori di questo partito. Lo stesso discorso vale per gli altri argomenti sopra citati. In 80 anni di governo del Paese, con il Pd alla guida di governi anche più o meno tecnici, l’Italia parla da sola: disastri ovunque, dissesto finanziario, ecologico, ambientale, sanitario, e potrei scriverne all’infinito. Sentirli criticare chi è arrivato per ultimo mi fa vergognare di essere albisolese, savonese, ligure ed italiano". 

"Prodi, Mattarella, Cirino Pomicino, Cuperlo e compagni democristiani transumati nel Pd lo rendono responsabile di questi disastri. Credo sia giunto il tempo di cambiare: smettere di criticare, sbarazzarsi del vecchiume e riprovare a costruire un’alternativa a chi, più male che bene, governa l’Italia ora. Non credendo che manifestare e creare caos per situazioni che nulla hanno a che fare con il nostro Paese (e che da anni restano irrisolvibili), oppure credendo che il razzismo si combatta con l’imposizione di stupidaggini di genere — che non sono diritti civili, ma solo diritti personali e nulla risolvono in termini di sanità, lavoro, ecc".

"Mi auguro che, invece di risposte offensive o con argomenti lontani dalla realtà, qualche esponente del Pd abbia voglia di fare quella autocritica che si predicava nel partito che fu di Enrico Berlinguer e riconosca che è ora di cambiare. Non eleggendo a segretario, con un artificio contabile, una donna ahimè incapace solo per dimostrare di essere a favore delle donne, ma cambiando veramente strategia"

Lettera

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