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Economia | 31 ottobre 2025, 07:00

Il gioco pubblico e legale alla sfida della modernità

Il gioco pubblico e legale alla sfida della modernità

Il comparto del gambling nostrano ha bisogno di scuotersi da un immobilismo che rischia di frenare il suo sviluppo. Ecco perché è necessaria una nuova regolamentazione.

Una stabilità apparente che nasconde tanti aspetti negativi e che, soprattutto, rischia di tradursi in immobilismo. Il settore del gioco pubblico legale in Italia sta attraversando una fase complicata, su cui è necessario intervenire in fretta.

Ne è convinto Emmanuele Cangianelli, presidente di EGP Fipe, che intervenendo all’evento “Giochi Legali. Le opportunità della trasformazione digitale dei punti vendita”, ha analizzato la situazione del comparto, evidenziando come la rigidità del quadro normativo e la mancata modernizzazione del sistema concessorio rappresentino oggi un ostacolo alla crescita e all’innovazione. Secondo le dichiarazioni rilasciate alla stampa specializzata, i regolamenti che disciplinano la maggior parte dei prodotti di gioco sono ormai vecchi di 15 o addirittura 20 anni, mentre le concessioni che ne garantiscono la gestione sono da tempo in proroga. Si tratta di un segnale preoccupante, perché un settore che non si aggiorna finisce per perdere competitività, diventando autoreferenziale e incapace di innovare.

A essere penalizzata, poi, è soprattutto l’evoluzione tecnologica: in un sistema regolato come quello italiano ogni aggiornamento dei terminali, dei sistemi di controllo o delle tecnologie di accesso dipende dalla normativa. Una normativa che se non evolve allora blocca anche la tecnologia e, di conseguenza, lo spazio di manovra degli operatori.  Eppure il modello italiano di gioco pubblico, fondato sulla riserva di legge dello Stato sin dal 1948, è stato per decenni un punto di riferimento internazionale, capace di bilanciare libertà d’impresa, tutela erariale e sostenibilità economica. Oggi, però, quel modello mostra i segni del tempo e diventa sempre più urgente, allora, una nuova riforma.

Il presidente di EGP Fipe ha inoltre affrontato la questione della fiscalità, tema cruciale per la competitività del comparto. Secondo Cangianelli, vecchi parametri fiscali e aumenti non uniformi hanno generato distorsioni tra i diversi segmenti del mercato, andando a penalizzare alcuni prodotti legali rispetto ad altri. Anche qui è urgente allora creare una fiscalità più coerente, che andrebbe a rafforzare non solo il perimetro della legalità ma anche l’occupazione e l’innovazione del comparto.

Urgenze, necessità, richieste che si susseguono anno dopo anno, ma il riordino del settore dei giochi rimane ancora incompiuto. Solo di recente si è avviato un intervento organico sul gioco a distanza, ma resta da affrontare in modo strutturale la regolamentazione dei punti vendita fisici e la lotta al gioco online illegale. Le tre normative approvate dal 2018 in poi e l’ultima disposizione del 2024 rappresentano passi avanti rispetto al modello di regolamentazione precedente del gioco a distanza, ma non sufficienti a eliminare del tutto il fenomeno. Anche perché la tutela del gioco legale non può basarsi solo sulla repressione: servono strumenti normativi e tecnologici che rendano più difficile l’infiltrazione degli operatori illegali.

Siamo di nuovo qui, insomma, al binomio tra norma e tecnologia, tra legge e tecnica, tra un presente che deve per forza guardare al futuro. Svincolandosi, finalmente, da un passato che rallenta un intero settore.








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