Un nuovo tavolo tecnico che non ha portato al momento a nuovi sviluppi sul futuro dei 28 lavoratori dello stabilimento Esso Italiana di Vado Ligure.
Questa mattina si è tenuto in Unione Industriali tra l'azienda, l'rsu e le organizzazioni sindacali con quest'ultimi che hanno richiesto nuovamente garanzie per i lavoratori inseriti nel piano di licenziamento.
"Abbiamo chiesto di rivedere il più possibile le date di uscita spostandole oltre alla metà/fine del 2026 - spiega Corrado Calvanico, segretario Femca Cisl - Aiuterebbe chi è in esubero ad avere un apporto economico maggiore e traguardare il pensionamento. Le distanze inoltre rimangono sui numeri e sui 'volontari'".
In questo momento infatti i lavoratori 'volontari', cioè quelli non previsti dalla procedura di licenziamento che possono decidere di lasciare l'azienda avendo magari altre possibili alternative lavorative, non ricoprono posizioni che prevedono "tagli".
"Abbiamo chiesto di variare le date di uscita e l'azienda non riusciva a darci risposte sugli spostamenti di quei lavoratori che non erano nella lista dei licenziamenti - puntualizza Tino Amatiello, segretario Filctem Cgil, che ha precisato che l'82% dei lavoratori previsti nel licenziamento sarebbe in uscita entro il 2026, il 18% entro il 2027 - Abbiamo chiesto di spostarli in avanti per poter dare una consistenza economica e trovare altre soluzioni. Riusciremo così a trovare qualche 'volontario' in più rispetto a quelli trovati adesso".
La fine della procedura di licenziamento collettiva è prevista entro il 14 novembre e poi potrebbe esserci un'ulteriore proroga di 30 giorni con convocazione al Ministero.
Entro il prossimo venerdì 7 o lunedì 10 novembre si svolgerà un ulteriore incontro tra i vertici aziendali e i sindacati.
Rsu dopo l'ultima riunione e l'assemblea dei lavoratori la settimana scorsa aveva svolto un'indagine a tappeto tra i dipendenti per capire se ci fossero presenri "volontari" (per i quali l'azienda proporrà incentivi a chi volontariamente decide di lasciare il posto di lavoro. ndr) o per cercare soluzioni alternative.
Nel consiglio regionale di domani, martedì 4 novembre, il gruppo consiliare del Partito Democratico presenterà un'interpellanza per sapere se la Giunta è stata messa al corrente di questa crisi in tempi precedenti alle dichiarazioni a mezzo stampa e quali iniziative stia intraprendendo.














