Un sopralluogo che doveva durare circa un’ora ma si è prolungato per circa il doppio del tempo e un dossier consegnato al Difensore civico sulle criticità del sistema di raccolta porta a porta. È il risultato del sopralluogo in città fatto dal collaboratore del Difensore civico, il dottor Romano, insieme ai rappresentanti dell’associazione "Cultura Diritti Sviluppo", che ne aveva fatto richiesta tempo fa.
Il sopralluogo è stato richiesto per verificare la situazione in città. Per motivi di tempo non è stato possibile completarlo e dovrebbe essere ripetuto.
"Nel corso del sopralluogo – spiega Alice Marino, componente dell’associazione – abbiamo inoltre rilevato situazioni davvero agghiaccianti, che lo stesso Difensore ha definito non decorose. È emersa chiaramente la necessità di rivedere la gestione dei punti di raccolta, orientandosi verso un’isola ecologica schermata, più ordinata e esteticamente adeguata al contesto urbano. Un segnale di ascolto e speranza da parte del dottor Romano, collaboratore del Difensore civico, che ha ora un quadro molto chiaro della situazione e delle nostre difficoltà. In quanto organo indipendente, non influenzato dalla politica, la sua funzione è quella di difendere i diritti dei cittadini e della collettività e si è dimostrato altamente sensibile alla problematica. Siamo convinti che possa davvero promuovere una soluzione concreta e alternativa a questo stato di degrado".
Il sopralluogo si è concentrato nelle zone più critiche, a partire da Villapiana, come piazza Bologna oppure via Mignone, aree per le quali sono stati richiesti poli ecologici.
"Durante il sopralluogo sono emerse problematiche gravi – afferma Marino – bidoncini individuali collocati in strade ripide o davanti alle finestre delle abitazioni; rifiuti organici non ritirati da settimane; contenitori stracolmi, con famiglie che ringraziano di avere un giardino dove poterli almeno collocare, chiedendosi però dove avrebbero potuto metterli se così non fosse stato".
L’associazione ha segnalato al dottor Romano la carenza di "un calendario pubblico e trasparente della pulizia ordinaria, e che questo crea disorientamento tra i cittadini", per situazioni che lo stesso rappresentante del Difensore civico ha definito "non decorose".
"È emersa chiaramente la necessità di rivedere la gestione dei punti di raccolta – aggiunge– orientandosi verso un’isola ecologica schermata, più ordinata e esteticamente adeguata al contesto urbano. Un segnale di ascolto e speranza da parte del dottor Romano, collaboratore del Difensore civico, che ha ora un quadro molto chiaro della situazione e delle nostre difficoltà. In quanto organo indipendente, non influenzato dalla politica, la sua funzione è quella di difendere i diritti dei cittadini e della collettività. Si è dimostrato altamente sensibile alla problematica e siamo convinti che possa davvero promuovere una soluzione concreta e alternativa a questo stato di degrado".
"Come associazione – conclude Marino – aiutiamo gratuitamente i cittadini anche a scrivere al Difensore civico, dunque chiunque si trovi in difficoltà ci contatti: faremo del nostro meglio".














