/ Attualità

Attualità | 02 gennaio 2026, 08:14

Abbattimento cinghiali, il TAR stoppa l’ordinanza del Comune di Albisola: "È illegittima". OSA e PAI: "Gestione fallimentare, politica sotto accusa"

"Finché si privilegeranno le uccisioni alla prevenzione, la "sicurezza" resterà un alibi e le responsabilità saranno chiare"

Abbattimento cinghiali, il TAR stoppa l’ordinanza del Comune di Albisola: "È illegittima". OSA e PAI: "Gestione fallimentare, politica sotto accusa"

"Grazie all’impugnazione presentata dall’associazione Earth, il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ha parzialmente annullato per illegittimità l’ordinanza del sindaco di Albisola Superiore che incaricava la Polizia regionale di procedere all’abbattimento dei cinghiali presenti in ambito urbano. Il Comune è stato inoltre condannato al pagamento delle spese legali, pari a 650 euro, che si spera non ricadano, ancora una volta, sulle tasche dei cittadini ma su quelle del “primo” responsabile politico dell’atto". 

Così commentano in una nota l’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) e il Partito Animalista Italiano (PAI), che proseguono: "Non si tratta di un caso isolato. Sono ormai numerose le ordinanze di abbattimento dei cosiddetti “cinghiali urbani”, emanate da diversi Comuni e spesso fotocopia l’una dell’altra, che vengonosistematicamente annullate dai TAR di varie regioni. Le motivazioni sono sempre le stesse e inchiodano le amministrazioni pubbliche a una gestione improvvisata, superficiale e giuridicamente carente del problema". 

"Emblematico, in tal senso, è anche il recente pronunciamento contro il Comune di San Lorenzo al Mare, in cui il TAR parla apertamente di “eccesso di potere per difetto di motivazione e dei presupposti”, di “genericità della disposizione” e di “carenza di istruttoria”, sottolineando come l’ente non abbia fornito alcun elemento concreto per valutare l’effettiva entità del fenomeno dei cinghiali urbanizzati, né indicato quali accertamenti siano stati effettuati. Ma l’aspetto più grave è che il Tribunale contesta il mancato utilizzo dei metodi ecologici e non cruenti previsti dalla legge,prima di arrivare alla soluzione estrema delle uccisioni, peraltro senza nemmeno stabilire il numero di animali da abbattere", aggiungono. 

Un giudizio, dunque, severo e inequivocabile sull’operato di molti sindaci della provincia di Savona: Albisola Superiore, Alassio, Quiliano, Savona, Cairo Montenotte, Celle Ligure e altri ancora. Che, tuttavia, non può bastare all’Osservatorio Savonese Animalista (OSA) ed al Partito Animalista Italiano (PAI).

"Nel frattempo, infatti, centinaia di animali sono già stati uccisi, spesso con modalità barbare, dopo essere stati attirati negli abitati da una gestione fallimentare dei rifiuti, responsabilità diretta di amministrazioni incapaci o disinteressate ad affrontare seriamente il problema". 

"Il TAR può annullare le ordinanze, ma non può restituire la vita agli animali uccisi. Questa è la vera sconfitta della politica locale: trasformare l’incapacità amministrativa in una condanna a morte per esseri viventi innocenti, scaricando sugli animali gli errori di chi governa. Finché si continuerà a scegliere la scorciatoia delle doppiette invece della prevenzione, della legalità e della gestione responsabile del territorio, la parola “sicurezza” resterà solo un alibi, e il sangue versato avrà nomi e cognomi ben precisi", concludono. 

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium