L’Asl 2 ha approvato un avviso pubblico per il conferimento di incarichi libero-professionali a medici cardiologi da impiegare presso la Struttura Complessa di Cardiologia e UTIC Ponente. L’obiettivo è potenziare l’attività ambulatoriale specialistica e ridurre le liste d’attesa per le prestazioni cardiologiche, uno dei nodi critici dell’assistenza sanitaria territoriale.
Il provvedimento, deliberato a fine dicembre, rientra in un progetto aziendale mirato a fronteggiare la carenza di personale specializzato e a garantire un aumento del numero di visite cardiologiche, assicurando allo stesso tempo il supporto alle attività di emergenza-urgenza svolte dal personale strutturato.
Gli incarichi, attivabili fino al 30 giugno 2026, prevedono un impegno medio massimo di 20 ore settimanali, anche distribuibili tra più professionisti. La selezione è rivolta a cardiologi in possesso della specializzazione e di un’esperienza almeno quinquennale maturata in ambito ospedaliero, in particolare nei settori dell’aritmologia, della cardiostimolazione e della cardiologia clinica e ambulatoriale. Possono partecipare anche medici in pensione.
All’interno del Dipartimento di Emergenza e Accettazione, la Cardiologia e UTIC del Ponente rappresenta uno snodo fondamentale dell’assistenza ospedaliera, occupandosi della presa in carico dei pazienti attraverso un’ampia gamma di attività: dal ricovero in emergenza-urgenza ai ricoveri programmati, dalle prestazioni ambulatoriali alle attività in day surgery presso la sala interventistica, fino alle consulenze specialistiche richieste dagli altri reparti. Un incarico, che richiede competenze elevate e una presenza costante di personale altamente specializzato.
È in questo contesto che l’Asl2 ha deciso di avviare una progettualità specifica per rafforzare l’organico della struttura, puntando sull’acquisizione di cardiologi con una certa esperienza professionale.
Una scelta motivata anche dai limiti delle attuali risorse disponibili. Le graduatorie dei concorsi attualmente in essere risultano infatti composte prevalentemente da medici specializzandi, professionisti ancora in formazione che però non rispondono alle esigenze immediate della struttura né al livello di autonomia richiesto per sostenere l’attività ambulatoriale intensiva e il supporto all’emergenza-urgenza. Da qui l’impossibilità di utilizzare tali graduatorie per la realizzazione del progetto.














