È sempre più comune sentir parlare di transizione energetica. Con questa espressione si fa riferimento al passaggio graduale da un sistema in cui la produzione di energia si basa sullo sfruttamento di fonti fossili inquinanti quali il carbone, il petrolio e il gas, a un sistema – non inquinante - basato su fonti rinnovabili di energia.
Il termine “rinnovabili” fa riferimento al fatto che la fonte di energia si rigenera continuamente. In una scala temporale umana, le fonti rinnovabili sono considerate inesauribili.
Gli obiettivi della transizione energetica
Gli obiettivi primari della transizione energetica sono quelli di ridurre le emissioni di gas inquinanti e contrastare i cambiamenti climatici, senza però compromettere la disponibilità di energia per i privati, per le imprese e per gli enti pubblici.
Le principali energie prodotte dalle fonti rinnovabili sono quella idroelettrica, quella fotovoltaica, quella eolica, quella geotermica e quella da biomasse.
Tra queste, un ruolo di primaria importanza è storicamente rivestito dall’energia idroelettrica, la cui storia è di fatto iniziata verso la fine del XIX secolo, con la costruzione delle prime centrali idroelettriche. Da allora, l’energia idroelettrica ha conosciuto una crescente diffusione e oggi rappresenta una delle energie green più affidabili ed efficienti.
Il ruolo dell’energia idroelettrica nella transizione energetica
L’energia idroelettrica ha un ruolo centrale nella transizione energetica in quanto combina sostenibilità, affidabilità e flessibilità. Com’è noto, infatti, le centrali idroelettriche permettono di produrre elettricità in maniera continua, adattandosi rapidamente alle variazioni della domanda.
Attualmente, l’energia idroelettrica è la principale energia green a livello mondiale e anche per quanto riguarda il nostro Paese, il suo ruolo è fondamentale. Infatti, secondo quanto riportato dal rapporto Terna “Dati statistici sull’energia elettrica 2024”, nel periodo gennaio-dicembre 2024 si sono registrate le seguenti produzioni:
- impianti dell’Italia settentrionale: 47.930 GWh,
- impianti dell’Italia centrale: 3.184,8 GWh,
- impianti dell’Italia meridionale e insulare: 3.641,8 GWh.
Quante sono le centrali idroelettriche in Italia?
In Italia si contano 4.907 centrali idroelettriche. La maggior parte, 3.986, si trovano nelle regioni settentrionali. Il record appartiene saldamente al Piemonte, con i suoi 1.100 impianti. Per quanto riguarda invece la Liguria, il numero di impianti in attività è 102. Relativamente al territorio savonese, si possono ricordare la centrale idroelettrica di Cairo Montenotte, che iniziò la sua operatività nel 1939, e quella di Osiglia, operativa dal 2012 e alimentata dal lago artificiale Osiglia, in Valbormida.
Come viene prodotta l’energia idroelettrica?
L’energia idroelettrica viene prodotta grazie ad appositi impianti, detti appunto impianti idroelettrici. La fonte rinnovabile sfruttata è l’acqua che proviene da fiumi, torrenti o bacini artificiali.
La massa d’acqua, più o meno consistente, viene convogliata verso alcune turbine idrauliche. La forza dell’acqua fa ruotare le turbine e queste, a loro volta, azionano un generatore che fa sì che l’energia meccanica prodotta sia convertita in energia elettrica grazie a un alternatore. L’energia prodotta deve però essere trasformata prima di poter essere distribuita; è infatti necessario ridurne l’intensità e aumentarne la tensione.
Esistono tre tipologie di centrali idroelettriche, quelle ad acqua fluente, le più diffuse nel nostro Paese, quelle a bacino e quelle ad accumulo.
Fonte dei dati:
Terna - Dati statistici sull’energia elettrica 2024 - https://download.terna.it/terna/05_PRODUZIONE_8de04cacd08b757.pdf.
Terna – Dati statistici sull’energia elettrica in Italia 2024 – Impianti di generazione –
https://download.terna.it/terna/03_IMPIANTI%20DI%20GENERAZIONE_8ddfc50c3f3e879.pdf
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